Passera salda i debiti coi Btp

Passera salda i debiti coi Btp

01 Dicembre 2011 20.15
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Pagare i circa 80 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione verso i fornitori in titoli di Stato. Allentare la pressione sui Btp, abbassando così i tassi, e accelerare il recepimento della direttiva Ue sulle pubbliche amministrazioni. 
L’ipotesi è spuntata a sorpresa al tavolo convocato nella serata del 30 novembre dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera con imprese e banche.
Una misura volta allo sviluppo che punta a rifornire le imprese per superare il difficilissimo empasse, anche a fronte dei sempre più stretti rubinetti del credito, affiancata al rifinanziamento del fondo rotativo delle piccole e medie imprese.
MARCEGAGLIA APPLAUDE. La prima apertura è arrivata da Emma Marcegaglia: «Condividiamo assolutamente la proposta Pensiamo che sia molto giusta. I debiti pregressi dello Stato e della Pubblica amministrazione nei confronti delle aziende è enorme e lo è a maggior ragione adesso che siamo in pieno credit crunch». L’idea ha incassato anche il plauso della Confcommercio e del presidente di Rete Imprese Italia Ivan Malavasi che l’ha giudicata «interessante e innovativa».

LegaCoop prudente: «Dovremo poterci pagare i debiti»

Al tavolo del ministro erano presenti anche Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi, l’Alleanza delle cooperative con il presidente Luigi Marino, Fabio Cerchiai, presidente Ania. Sulla misura da mettere a punto tecnicamente, sulla quale starebbero già lavorando i tecnici del ministero e la Banca d’Italia, resta più guardingo Giuliano Poletti, presidente Legacoop (componente dell’alleanza): «Il punto che ci interessa è la compensazione», ha detto. «La proposta mi sta bene se con i Bot e Cct che mi danno posso pagare i debiti che ho con Equitalia e con la previdenza. Diversamente, mi parrebbe strano se il governo volesse pagare le imprese con pezzi di carta che non sappiamo dove mettere». 
CONFARTIGIANATO: «NON CI CONVINCE». Critico il presidente della Confartigianato Giorgio Guerrini, che prima vuole capire «quanto mi costa». «Se lo immagina un idraulico che si vede pagare in Bot dalla Asl debitrice? Per la parte che rappresento la proposta mi convince poco». E ancora: «Con i margini di guadagno risicati del 3-5% nelle gare per i service agli enti pubblici, se il costo supera il guadagno, allora io lavoro gratis. E gli oneri a chi si pagano, alle banche?». 
La misura di fatto si inserisce nella volontà, manifestata dallo stesso Passera al vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, di anticipare la direttiva Ue sui ritardati pagamenti degli enti pubblici.

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