Pasti ad alta quota

Francesca Rolando
18/10/2010

Ecco che cosa si mangia davvero in aereo.

 

Classe economy. Sedili stretti. Poco spazio per sgranchire le gambe. Poi arriva l’ora del pranzo. La pietanza è presentata nella solita vaschetta in alluminio che scotta e propone, come in un film visto e rivisto, una scena che il viaggiatore esperto conosce ormai a memoria: un non ben definito piatto a base di carne o di pesce che galleggia in una salsa misteriosa.
L’opzione vegetariana si scosta di poco: verdure stracotte, ricoperte di sugo. Al loro fianco, l’immancabile panino di simil gomma freddo, un mini pacchetto di cracker accompagnato da un plasticoso pezzo di formaggio e un panetto di burro. Una striminzita insalata composta da due foglie di lattuga e un pallido pomodoro, a volte in compagnia di una fettina unta di prosciutto.
Per finire, un quadratino insipido e stopposo ricoperto di marmellata oppure un budino dalle forme strane. Il tutto innaffiato da succhi di frutta zuccherosi e stucchevoli. Ecco il riassunto di un pasto medio in aereo.

Spazio ridotto ed eccesso di spezie

Non sorprende, quindi, che alla fine del viaggio si abbia lo stomaco pesante. «Questa sensazione è dovuta in primo luogo al luogo angusto nel quale si consuma il pasto», ha spiegato a Lettera43 Giuseppe Fatati, presidente dell’associazione italiana dietetica e nutrizione clinica, «e poi dalle spezie e dalle salse usate per rendere più appetibili i piatti, omologandoli al gusto diffuso dei passeggeri».
Quando il viaggio è breve, i viaggiatori più assidui preferiscono in genere portarsi uno snack da casa. Ma sulle lunghe tratte anche i più restii cedono. «Tutto dipende dalla sensazione di fame e dalla durata del volo», prosegue Fatati. «Il consiglio è di scegliere alimenti leggeri, freschi, poco calorici e poco grassi. E non esagerare.

In quota niente alcolici

«In volo si mangia perché ci si annoia», fa notare Nicola Sorrentino, dietologo dei Vip. «Bisognerebbe nutrirsi solo se si ha davvero appetito, non perché il pasto è incluso nel prezzo. Per voli di poche ore, meglio comprare qualcosa prima di imbarcarsi o aspettare l’arrivo a destinazione».
Ma anche di fronte a un sushi servito in business class, il nutrizionista è perentorio: «Non lo mangerei mai. Avrei troppi dubbi su com’è stato conservato, sulla freschezza del prodotto e via dicendo. Bisogna andarci cauti con il pesce crudo».
Per quanto riguarda gli alcolici, «in aereo è meglio evitarli, perché non dissetano e possono rendere alticci anche in piccole quantità. Ad alta quota il nostro organismo è meno resistente» conclude Fatati, che consiglia invece di «bere molta acqua».