Patrick Zaki: «Non sono con Hamas»

Redazione
10/10/2023

«Sarò sempre dalla parte dei più deboli, contro il fascismo e l’occupazione», ha twittato il ricercatore, dicendosi «fervente sostenitore della causa palestinese» e puntando il dito contro «i media internazionali pro-Israele». Aveva definito «serial killer» il premier israeliano Netanyahu.

Patrick Zaki: «Non sono con Hamas»

Finito al centro delle polemiche per aver definito «serial killer» il premier israeliano Benjamin Netanyahu, condividendo diversi post ma senza condannare le brutalità dei terroristi nei confronti dei civili, Patrick Zaki è tornato sull’argomento cercando di fare chiarezza, precisando che «nel conflitto Israele-Palestina nessuno può essere ritenuto come filo-Hamas se sostiene la Palestina».

«Difendere i civili palestinesi vi metterà in una situazione problematica»

«Non sono con Hamas ma sembrerebbe che assumere la posizione di difendere i civili palestinesi vi metterà in una situazione problematica, soprattutto perché tutti i media internazionali sono pro-Israele e non parlano della grave crisi umana che c’è dall’altra parte», ha twittato Zaki. «La mia priorità sarà sempre la vita dei civili, condannerò sempre qualsiasi violenza contro i civili in tutto il mondo, ma così facendo sarò sempre dalla parte dei deboli e contro il fascismo e l’occupazione», ha continuato l’attivista per i diritti umani, precisando di «essere un fervente sostenitore della causa palestinese e del diritto del popolo palestinese a riconquistare le proprie abitazioni e terre, le quali nel corso della storia sono state violentemente depredate».

«Non potrò mai avallare né giustificare atti di violenza o omicidi»

Quanto a Netanyahu, «le politiche razziste e di colonizzazione del governo» di “Bibi” costituiscono per Zaki «la radice dello stato di guerra apparentemente perenne in cui ci troviamo ora, con il tragico risultato della perdita di migliaia di vite civili, tra cui donne e bambini innocenti». Il lungo tweet continua: «Non potrò mai avallare né giustificare atti di violenza o omicidi. Al contrario, sostengo con fermezza il diritto della popolazione palestinese a resistere e a difendersi, distaccando tale difesa dalle politiche religiose conservatrici ed oscurantiste di Hamas». Giudicare gli eventi attuali in Palestina senza tenere conto della lunga storia della questione palestinese e delle sue radici, senza inserirli in un contesto storico, «equivale a una visione distorta e parziale della realtà», spiega poi Zaki, invitando l’Unione europea «a usare i suoi principi sui diritti umani condannando la violenza da ambo i lati».