Patroni Griffi: «Necessari tempi certi per le riforme»

Francesca D'elia
27/08/2012

Il ministro: «Pronti a lasciarle in eredità a chi verrà dopo di noi».

Patroni Griffi: «Necessari tempi certi per le riforme»

Il governo ha fatto «riforme strutturali e ordinamentali, alcune mai realizzate prima» e lavora «per lasciarle in eredità a chi verrà dopo». Lo ha spiegato in una intervsita al Corriere della Sera il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi.
Il ministro si dice «colpito dalle critiche» al Cdm perché l’esecutivo non voleva «approvare misure ma fare il punto e rilanciare un po’ sulla crescita» e annuncia che proporrà di adottare «un cronoprogramma» per mettere in atto le riforme.
«Mettiamo nero su bianco gli adempimenti, quelli già fatti e quelli da fare, tutti con le scadenze richieste dalle singole amministrazioni» per renderle «indifferibili», ha suggerito Patroni Griffi.
«PER EVITARE LA PARALISI DIAMOCI UNA DATA». «È inevitabile» ha chiarito il ministro «che ci sia un ingolfamento da regolamenti», che al momento sono meno di 50, perché «abbiamo fatto molte regole di sistema il cui dettaglio tecnico non poteva essere contenuto nella norma primaria».
Ora «per evitare che si trasformi in paralisi totale l’unica è mettersi a tavolino, vedere punto per punto e darsi una data».
E «già a dicembre potremo fare un punto reale della situazione».
«PER LE PROVINCE, FAREMO PROBABILMENTE UN DECRETO». Sul capitolo Province, Patroni Griffi è invece convinto che il governo ce la farà e che «dovremo fare probabilmente un decreto, dati i tempi, che ‘zonizzi’ definitivamente tutte le circorscizioni provinciali nuove».
Il ministro poi ha indicato la scadenza del «31 ottobre» per la definizione degli organici della P.a. e i successivi tre mesi per «fare i nuovi regolamenti» per rivedere le competenze.
«L’INTERVENTO DI BONDI DIVENTI ORDINARIO». E ha spiegato che per la spending review «la vera scommessa è ‘ordinarizzare’ Bondi», cioé «che venga ripetuto dalle singole amministrazioni, guidate dal governo, in maniera ordinaria quello che ha fatto il commissario Bondi d’impatto».
Infine Patroni Griffi ha parlato di un provvedimento che «deve andare avanti a tutti i costi, anche con la fiducia», cioè il ddl anticorruzione.
«Mi rifiuto di pensare che le forze politiche» ha concluso il ministro «vogliano andare al voto senza averlo approvato definitivamente».