Patto di stabilità, Molinari: «È lontano dall’essere concluso»

Ginevra Abeti
10/12/2023

Il capogruppo della Lega alla Camera ha aggiunto che il 14 dicembre in Aula non si discuterà del Mes. A margine dell'Ecofin dell'8 dicembre il commissario Ue Gentiloni ha parlato di «progressi sostanziali ma missione non compiuta».

Patto di stabilità, Molinari: «È lontano dall’essere concluso»

Le trattative sul Patto di stabilità e crescita sono lontane dall’essere concluse. Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, aggiungendo che «il 14 dicembre alla Camera non discuteremo di Mes, perché il ministro Giorgetti ha fatto giustamente presente che è in calendario ma esistono provvedimenti che vengono prima», ha detto il deputato ospite del Caffè della Domenica di Maria Latella a Radio 24. La posizione della Lega sul Mes è nota: «Pensiamo sia uno strumento superato ma aspetteremo di capire le indicazioni di Giorgia Meloni in merito», ha aggiunto Molinari.

A fine dicembre un altro Ecofin tra i 27 dell’Ue per tentare di chiudere l’accordo 

Sullo stato dei negoziati sul Patto di stabilità e crescita, il cui scopo è garantire la stabilità dei conti pubblici degli Stati membri dell’Unione Europea, il commissario europeo all’Economica Paolo Gentiloni ha parlato di «progressi sostanziali ma missione non ancora compiuta». Così Gentiloni ha sintetizzano l’Ecofin informale che si è tenuto l’8 dicembre tra i ministri delle Finanze dei 27 Paesi Ue. L’impegno è quello di riuscire a trovare un accordo sulla riforma entro la fine dell’anno, per questo è previsto un altro Ecofin tra il 18 e il 21 dicembre. I progressi citati da Gentiloni hanno riavvicinato l’Italia alle posizioni di Francia e Germania.

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Novità sull’aggiustamento del deficit e sulla flessibilità in caso di aumento del costo del debito

Secondo quanto ricostruisce Agi, il braccio di ferro è sul ritmo di aggiustamento del deficit per i Paesi che superano la soglia del 3 per cento sul Pil, che dovranno ridurre il deficit di 0,5 punti percentuali del Pil ogni anno. Una cifra significativa ma inferiore all’1 per cento richiesto in precedenza dal Mes. Al centro delle trattative anche la flessibilità da concedere agli Stati in caso di aumento del costo del debito. Il punto di arrivo è una disposizione transitoria per gli anni 2025-2027 che permette di tenere conto del costo degli interessi del debito nel calcolo del parametro di rientro dal deficit. Su quest’ultimo punto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha espresso la posizione favorevole dell’Italia: «Riteniamo serva un periodo transitorio per tener conto delle attuali circostanze eccezionali, che devono essere tenute in conto quelle che sono le finalità strategiche che l’Europa si è data in termini di sicurezza e in termini di transizione digitale ed energetica ambientale“, ha spiegato al termine dell’Ecofin.