Pazze, pazze, pazze leggi

Alessandro Da Rold
04/10/2010

Le proposte indecenti del parlamento.

Ma chi ha detto che alla Lega nord interessa solo il federalismo fiscale? Tra le proposte di legge presentate negli ultimi due anni dai deputati del Carroccio, alcune sono legate a temi autenticameente popolari, come il ballo nelle regioni del Nord. Ma anche nel meridione, da questo punto di vista, non si scherza. La senatrice Adriana Poli Bortone, di Io Sud, ha presentato alla Camera un testo dove si chiede che ogni anno lo stato provveda con un milione di euro alla tutela della «pizzica» e «alla danza della spade». I leghisti, invece, di milioni ne hanno chiesti sei per le bande folkloristiche padane.
Negli Stati Uniti da qualche anno esiste Dumblaws.com, sito internet aggiornato quotidianamente «in onore delle meravigliose persone che fanno le  nostre leggi». In Italia ci ha pensato l’Istituto Bruno Leoni, think tank d’ispirazione anglosassone. A mettere insieme la hit parade è stato Silvio Boccalatte, autore della ricerca sulle proposte di legge più assurde. «La fantasia dei nostri parlamentari è un’inesauribile fonte di energia e di ispirazione per i cittadini», ha detto Boccalatte a Lettera43, «nel pieno di una crisi economica mondiale è confortante sapere che cotante genialate siano rivolte al bene comune».

Il consulente filosofico La patente per i pizzaioli

E allora vediamole queste genialate stravaganti costose e bipartisan. Alcune risalgono addirittura alla legislatura precedente, riproposte pari pari con l’arrivo del Berlusconi quater. Un esempio è l’istituzione di un ordine professionale per il consulente filosofico. Ritirato nel 2008, quando fu presentato da Silvana Mura, deputato dell’Italia dei Valori, ora è tornato in aula grazie all’attivismo di Massimo Vannucci del Partito Democratico. In sostanza, se dovesse entrare in vigore, con un laurea triennale e dopo un esame simile a quello di avvocati o giornalisti, i filosofi potrebbero diventare consulenti filosofici professionisti di aziende, enti pubblici e politici.

La patente per i pizzaioli

 Ai parlamentari italiani, però, non interessano solo gli aspetti culturali. In primo piano nell’agenda parlamentare, ci sono poi le questioni culinarie, il cibo, la pizza o il formaggio gorgonzola. Il senatore del Popolo della libertà Rosario Giorgio Costa, da Matino, provincia di Lecce, ha pensato di chiedere a Montecitorio l’introduzione della Pep (Patente europea pizzaioli).
«Proprio per la centralità della pizza nell’ambito della ristorazione soprattutto italiana  ma anche europea», ha scritto Costa nella proposta presentata nel dicembre del 2009, «il presente disegno di legge intende finalmente regolamentare la professione di chi materialmente prepara e cucina la pizza». Con sessanta ore di pizze in laboratorio, venti di lingua straniera e venti di lezioni sull’igiene alimentare, ci si abiliterebbe alla professione di pizzaiolo.

Ordine nazionale Dj e museo del Gorgonzola  Musica e zanzare

Sulla stessa linea di proposte, c’è quella per l’istituzione di un ordine professione dei disk jockey o quella dell’istituzione di un Museo del gorgonzola. Del resto, come è scritto nel testo della legge presentata dal Partito Democratico, «risulta importante creare un luogo attivo al formaggio gorgonzola, a ciò che rappresenta e che ha rappresentato nella storia d’Italia». Riguardo ai disc jokey invece, «è essenziale regolarizzare una categoria sempre più importante per questo Paese».

Musica e zanzare

Come non ricordare poi quella che si prefigge di istituire una Fondazione per i musical, firmata del deputato del Partito democratico Lino Duillio, un ente con sede a Milano e un consiglio di amministrazione «con un massimo di cinque persone». La legge sui musical dovrà essere discussa nei prossimi mesi in parlamento. Tra un disegno di legge che vuole creare una pensione per gli ex pugili e quella che vorrebbe introdurre un altro Albo professionale per i maestri del ballo, spicca anche una legge sulle zanzare. Tredici deputati di centrodestra e centrosinistra hanno firmato il 4 giugno 2008, una proposta dal titolo: «Legge quadro in materia di prevenzione e di contenimento del fenomeno della proliferazione e della diffusione delle specie nocive di zanzare».
Costo annuo per le tasche dei cittadini? 30 milioni di euro. «Ci auguriamo che ciascuno di questi progetti di legge raggiunga l’obiettivo di dare la sferzata di vitalità che mancava al sistema-paese», ha concluso sarcasticamente Boccalatte.