Pd, Calenda: «Alleati col M5s? Mia iscrizione più breve della storia»

Redazione
07/03/2018

Bastano due tweet per colpire e gettare benzina sul fuoco nel martoriato Pd post-voto. Il 6 marzo il ministro dello...

Pd, Calenda: «Alleati col M5s? Mia iscrizione più breve della storia»

Bastano due tweet per colpire e gettare benzina sul fuoco nel martoriato Pd post-voto. Il 6 marzo il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda aveva dichiarato di volersi iscrivere al partito, il giorno dopo ha minacciato di stracciare la tessera. Dopo le dimissioni al rallentatore del segretario Matteo Renzi, diverse anime all'interno dei dem stanno spingendo per trovare un'intesa con il M5s. A questo proposito è arrivata la secca bocciatura del ministro che rispondendo a un elettrice ha scritto su twitter: «Se il PD si allea con il M5S il mio sarà il tesseramento più breve della storia dei partiti politici».

Dialogando con i follower il ministro ha anche spiegato che la «presa di coscienza sul futuro del PD» non è una resa dei conti su passato: «Ho sempre parlato chiaro con Renzi ma mi rifiuto di partecipare ora alla rimozione collettiva di un percorso che ha avuto anche tantissimi elementi positivi. Se cercano anti-Renzi non sono io», ha spiegato aggiungendo poi per lui il vero timoniere dem è Paolo Gentiloni: «leader c'è e fa il PDC (il presidente del Consiglio, ndr)», ha scritto.

CALENDA: «BOCCIA DIMENTICA CHI HA VOLUTO INDUSTRIA 4.0». «Dopo le elezioni si scoprono molte cose nuove. Ho appreso ad esempio che il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, non sa chi siano i padri del piano Impresa 4.0 mentre ne rivendica la maternità alla sua associazione», ha rilevato, con una nota, il ministro. In particolare Calenda si riferiesce alle recenti dichiarazioni di Boccia che ha detto di non temere un eventuale governo del M5s.

«CONFINDUSTRIA NON DEVE DIMENTICARE RENZI-GENTILONI». «Provo allora a ricordarglielo», ha scritto ancora il titolare del ministero dello Sviluppo economico, «I padri sono i Governi Renzi e Gentiloni che hanno messo 30 mld a disposizione delle aziende che investono e che innovano. Che la Confindustria sia governativa per definizione ci sta. Che per questo debba rimuovere in tutta fretta la storia recentissima dell'azione dei governi Renzi e Gentiloni molto meno. Ed è francamente un segno di fragilità della classe dirigente di questo paese», ha concluso.

RITIRATA LA TESSERA DEL PD. Nel corso della mattinata intanto il ministro si è recato al Nazareno per formalizzare la sua iscrizione: «Sono appena arrivato, è la prima volta che ci metto piede, basta. Sulle questioni politiche ho già detto la mia, sulle questioni interne..fatemi partecipare alla Direzione», ha detto in compagnia di Maurizio Martina. «Siamo stati e siamo alternativi al M5S che rappresenta non la cultura di governo la ma cultura della fuga dalla realtà. Dobbiamo rimanere qui perchè i voti che hanno dato sono voti che vogliono questo. Penso che sia sbagliato tradirli», ha concluso lasciando la sede del Pd.

EMILIANO SI OPPONE ALLA SUA ISCRIZIONE. L'iscrizione di Calenda al partito non è andata giù a uno degli storici esponenti dem, Michele Emiliano. Il presidente della Regione Puglia ha detto che «Bisogna liberarsi al più presto di personaggi come Calenda e ricominciare un cammino diverso». «E adesso», ha aggiunto Emiliano, «la brutta notizia è che ha perfino deciso di iscriversi al Pd: questa veramente è la notizia più triste di questi giorni».

EMILIANO: «STALLO NELLE TRATTATIVE PER COLPA SUA». «Adesso«, ha continuato il presidente, «con i nuovi risultati elettorali, c'è da chiedersi che succederà all'Ilva, alla Tap, all'Alitalia. Tutte cose che gli avevo detto in precedenza e che avremmo potuto risolvere brillantemente con il governo del Pd. Ma per colpa di Calenda tutto questo è andato in stallo». Poi un affondo contro la stampa: «Non riesco a capire perché non scrivano queste mie dichiarazioni sui giornali le ho fatte anche ieri ma sono sparite oggi». «Evidentemente», ha rilevato, «tutto questo status quo che ha cercato di difendere l'indifendibile, adesso è dietro Calenda».

«PRIMA SE NE VA MEGLIO È». «Bene», ha proseguito, «vorrà dire che se continuiamo così il Pd sparirà dalla faccia dell'orizzonte politico». A Emiliano è stato poi fatto notare un tweet in cui Calenda afferma che se il Pd si alleasse con il M5s, il suo sarebbe "il tesseramento più breve della storia dei partiti politici". «È un motivo in più per fare l'alleanza con il M5s», ha concluso Emiliano, «prima se ne va Calenda, meglio è».

[mupvideo idp=”5737157805001″ vid=””]