La malattia della sinistra è il neo-primitivismo

04 Febbraio 2019 08.26
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La quantità di conflitti che si stanno rovesciando sull’alleanza sovranisti-populisti sta mettendo a dura prova il governo. Forse è un gioco delle parti, forse ciascuno dei due contraenti ha interesse a porre fine al comune gioco di squadra (la Lega per capitalizzare i consensi, i 5 stelle per non perderne altri), forse il potere logora chi ce l’ha, come sempre. L’opposizione non sembra però avvantaggiarsi di questa situazione. Non sono fra quelli che sostengono che non vi sia opposizione. Da alcuni mesi c’è un risveglio sia dei partiti e partitini del centro-sinistra, sia soprattutto in aree politiche che vivono autonomamente nella sinistra.

LE NOVITÀ DI LANDINI E CALENDA

Ci sono poi due fenomeni politici che percorrono l’arco intero dell’ex centro-sinistra provocando aggregazioni e nuove divisioni. Penso all’avvento di Maurizio Landini alla guida della Cgil che dà la speranza della rinascita di un soggetto capace di riaprire conflitti nella società. Penso anche all’iniziativa di Carlo Calenda che trova consensi e anche molti dissensi.

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ZINGARETTI DECIDA DI ESSERE FEDERATORE

Se sarà Nicola Zingaretti il nuovo leader del Pd toccherà a lui tenere assieme queste due realtà con tutto ciò che si muove nella sinistra e che non potrà essere ricondotto né a un partito né a una coalizione di partiti. Bisognerà, però, che il caro Zingaretti prenda le seguenti decisioni: a) decida di essere federatore; b) capisca che il progetto federativo, complicatissimo, richiede una conditio sine qua non, cioè l’autonomia del nascente e larghissimo centro-sinistra da populisti e sovranisti. C’è un’area grigia, infatti, che questa autonomia l’ha dimenticata. Questa area è magmatica, era molto larga mesi fa ma tuttora è presente nelle pieghe della sinistra. È costituita da quelli che pensano che, qualunque nefandezza faccia questo governo, sia tutta colpa del Pd. Le sconfitte politiche sono, a parer loro, sempre frutto di una colpa, anzi di un dolo, non l’esito di una battaglia politica che prevede la sconfitta.

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IL DEGRADO CULTURALE DEL "MONDO DI MEZZO"

Questo mondo di mezzo ha forse votato Virginia Raggi, forse ha votato Luigi Di Maio forse non ha votato ma, a differenza di quelli che si sono pentiti di queste scelte, è ancora più combattivo nel demolire il passato anche recente del centro-sinistra. Peggio Marco Minniti di Matteo Salvini, peggio il Jobs act di qualunque cazzata di Danilo Toninelli, peggio l’Europa su tutto. Qui assistiamo a un vero degrado culturale di questa area grigia formata prevalentemente da intellettuali. Non criticano solo Jean-Claude Juncker, sono diventati proprio nemici dell’Europa. C’è una intera linea di storiografia europeistica che viene buttata ai pesci. Fra un po’ li vedremo tutti neo-dannunziani.

CHI TIFA PER UN GOVERNO 5 STELLE-CENTRO-SINISTRA

Questa area che pretende di avere avuto sempre ragione spera che i 5 stelle svoltino a sinistra e tifano per un governo 5 stelle e centro-sinistra. Se penso a un programma di questo eventuale governo mi accorgo che Nicolàs Maduro è fra di noi. Personalmente credo che questi compagni e compagne sono culturalmente dannosi, ma penso che sia necessario discutere molto con loro perché questo passaggio della storia italiana è frutto anche di una generale perdita di memoria e di cultura politica soprattutto dei “vecchi”, molto gauchiste, molto comunisti ma odiatori incalliti del Pci .

IL NEO-PRIMITIVISMO DELLA SINISTRA ITALIANA

Nicola Zingaretti è stato chiaro su questo punto. Dovrebbe anche, a questo punto, spiegare ai liberisti di sinistra che Maurizio Landini non è un estremista ma il più autentico rappresentante del mondo del lavoro e del non lavoro. E dovrebbe spiegare a quelli che pensano che Alessandro Di Battista sia meglio di Calenda che sono dei coglioni. Calenda spesso straparla, alza insopportabili muretti a sinistra, ma è la prima volta che la sinistra considera nemico un borghese democratico che combatte la destra. Non è l’estremismo la malattia infantile della sinistra di oggi, è il neo-primitivismo. Sono i nuovi antenati, i Fred e Wilma Flinstone della sinistra italiana.

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