Samuele Cafasso

Fronda Pd sulle accuse a Conte e Alpa nel caso Carige

Fronda Pd sulle accuse a Conte e Alpa nel caso Carige

09 Gennaio 2019 17.46
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C'è malumore nel Pd di Genova sulle accuse di conflitto d'interesse rivolte al premier Giuseppe Conte nel caso Carige per la sua vicinanza a Guido Alpa. Guido Alpa, infatti, era stato chiamato a occuparsi della banca prima e della Fondazione dopo, in un momento complesso, quando il regno del padre-padrone Giovanni Berneschi volgeva al termine (sarà poi indagato e condannato a otto anni per truffa). Le istituzioni locali, che allora controllavano la Fondazione e a ruota la banca, erano in cerca di profili autorevoli che potessero traghettare l'istituto di credito fuori dalle secche. Alpa era uno di questi così come è vero che le istituzioni locali erano in parte in mano al centrosinistra (con l'esclusione di Imperia, che ha un peso non irrilevante nella Fondazione e che allora era governata dal centrodestra). A dare voce a questi malumori, in un post su Facebook, è stato Alessandro Terrile, consigliere in Comune e in passato segretario provinciale genovese del Partito democratico.

Trovo sinceramente deprimente che da questa mattina il mio partito a livello nazionale non trovi di meglio che tentare…

Geplaatst door Alessandro Terrile op Dinsdag 8 januari 2019

«Il Prof. Alpa, proprio perché tra i più stimati civilisti italiani, è stato membro dei consigli di amministrazione di innumerevoli società. E in Banca Carige, se proprio si vuole essere pignoli, è stato nominato da quella Fondazione Carige amministrata per anni dagli enti locali genovesi e liguri prima che il suo patrimonio fosse dilapidato in azioni della banca. Il tema non può essere cosa faceva Guido Alpa nel cda di Banca Carige. E neppure se ha presieduto la commissione del concorso accademico di Giuseppe Conte, o se in passato ha avuto un recapito romano in comune con Conte» scrive Terrile. E poi l'affondo: «Non si può fare opposizione con il metodo dei 5 stelle, con le dicerie, con gli ammiccamenti, con l’eterna cultura del sospetto. Non lo si può fare perché non paga, ma soprattutto perché è fuori da ogni etica. Chi vuole essere diverso da loro, lo sia sempre e sino in fondo».

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