Altro che sinistra responsabile, qui ci vorrebbe un nuovo Occhetto

Peppino Caldarola
09/03/2018

Il Pd è morto e LeU è un progetto tristemente già finito. Non c’è altra strada che rompere con quello che c’è per provare a far nascere un nuovo progetto di stampo socialista.

Altro che sinistra responsabile, qui ci vorrebbe un nuovo Occhetto

Ci vorrebbe la “follia” di Achille Occhetto per affrontare la fase che ha aperto il voto, disastroso per la sinistra, del 4 marzo. Un Occhetto più avvertito dei rischi dell’impresa, più attento alla memoria e ai sentimenti di chi vuole spingere verso una nuova avventura ma, come lui, convinto che non c’è altra strada che rompere con quello che c’è. Lo scrive un nostalgico del Pci che considera tuttora inevitabile la Bolognina, pur se pensa, e pensava, che avrebbe dovuto avere uno sbocco socialista a tutto tondo. La lettura di cronache e interviste sul Pd, e anche su LeU, girano tutte attorno ai nomi dei possibili leader. Vanno bene tutti, quelli più a sinistra (Zingaretti), quelli più a destra (Calenda), quelli renziani disillusi (Del Rio o altri).

l Pd sarebbe andato bene in un mondo felice. In un mondo cattivo questo partito è un lusso, uno spreco di tempo, un giocattolo nelle mani o di sognatori (Veltroni) o di giovani volpi (Renzi)

Ma che se fanno gli elettori di questi nomi che pure corrispondono a uomini politici spesso di valore? Pressocché niente. Il dato che sfugge all’analisi consolatoria nel, e sul, Pd è che il progetto è fallito, che il marchio si è logorato, che né Prodi né Veltroni possono rianimarlo perché non c’è nel popolo del centro-sinistra alcuna nostalgia per quegli anni conclusi con le dimissioni di Prodi da Palazzo Chigi e, poco tempo dopo, con la “fuga” di Veltroni dalla segreteria. Il Pd è morto allora. Renzi è stato un tentativo di rianimare un corpo stramazzato al suolo ma il segretario nella rianimazione gli ha spaccato le costole e ora si accorge di essersi fatto male anche lui.

LA SINISTRA PUÒ ANCORA ESSERE RIVOLUZIONARIA. Il Pd è nato nel segno di una indifferenza verso l’analisi sociale e senza lo sguardo sui fatti internazionali. Capisco quelli che sono affascinati dal prevalere dei robot in tante imprese, e che, pur senza aver letto Manuel Castells, divagano sulla società in Rete e si interrogano su come si possono riprodurre addirittura gli uomini. Tuttavia la politica è sguardo lunghissimo sul futuro ma è soprattutto sguardo sul presente e, ancora di più, guida di masse che vanno aiutate a sopravvivere fino a farle vivere bene in sistemi politici ed economici più giusti che rovescino quelli attuali. In questo senso, la sinistra è ancora rivoluzione, senza soviet e presa del Palazzo d’Inverno.

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Il Pd si è dimenticato il capitalismo, ha visto un solo aspetto della globalizzazione. È stato sopraffatto dalle regole al punto che ora ci si lamenta delle non regole della democrazia in Rete dei 5 Stelle , del carisma reazionario di Salvini mentre abbiamo rotto le scatole agli italiani proponendo a chi voleva “pane e lavoro” solo primarie per primo, secondo e companatico. Il Pd sarebbe andato bene in un mondo felice. In un mondo cattivo questo partito è un lusso, uno spreco di tempo, un giocattolo nelle mani o di sognatori (Veltroni) o di giovani volpi (Renzi). Ora invece di fare il nuovo segretario del Pd, decidete che fare di questo partito. È una roba di centro o di sinistra? Perché di centrosinistra non si può fare. Diceva un mio amico sindacalista napoletano: «O se fotte o se vasa», le due cose assieme non si possono fare.

IL FALLIMENTO DI LEU. Il problema vero è che non si può andare "un po’" a sinistra. Bisogna andare "molto" a sinistra, correre il rischio di apparire nostalgici, palingenetici, frati zoccolanti, passionali. Cioè bisogna correre il rischio di mettere sangue nuovo nelle vene avvizzite della sinistra. Ancor più vero questo discorso per LeU. Il fallimento è senza diritto di replica. Il ripescaggio dei suoi maggiori dirigenti è un fatto umiliante. È stata più dignitosa la sconfitta di D’Alema. LeU è stato interpretato come un Pd leggermente spostato a sinistra, la scialuppa per riportare in parlamento un po’ di dirigenti sottraendoli alla furia (politicamente) omicida di Renzi. Molti si sono salvati. Chiuso. Finito lì.

L'ALLEANZA COL M5S, IDEA FOLLE. Se il marchio del Pd si è logorato, quello di LeU neppure è arrivato sul mercato. Anche qui ci vorrebbe un gesto, un atto di coraggio, l’idea avveniristica di una sinistra del lavoro che non perde le sue radici. È per queste ragioni che gli appelli alla responsabilità per fare un governo sono irricevibili. La cosa più responsabile che può fare la sinistra non è aiutare Di Maio a fare cazzate, ma aiutare se stessa a non scomparire.