Il Pd si spacca sugli accordi di Minniti con la Libia

Redazione

Il Pd si spacca sugli accordi di Minniti con la Libia

La minoranza guidata da Orfini chiede insieme a Leu e +Europa lo stop alla cooperazione inaugurata dal governo Gentiloni. La posizione del partito è proseguire la collaborazione.

26 Giugno 2019 10.45
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La collaborazione con la Guardia costiera libica per frenare i flussi di migranti, inaugurata dai governi del Pd ma contrastata dalla sinistra, porta la prima grana per il segretario Dem Nicola Zingaretti. Un gruppo di deputati della minoranza interna, guidati da Matteo Orfini, ma anche della sua corrente, come Enza Bruno Bossio, hanno firmato una risoluzione insieme a Leu e +Europa che chiede la fine della cooperazione con Tripoli, mentre la posizione ufficiale del gruppo è per proseguire tale collaborazione. Il voto in aula mercoledì 26 giugno sarà la prova del nove.

IL VOTO CHIAVE SULLE MISSIONI INTERNAZIONALI

In Aula alla Camera si vota il ddl sulle missioni internazionali. Che Leu e Riccardo Magi di +Europa abbiano presentato una risoluzione che chiede di interrompere la cooperazione con la Guardia costiera libica non fa notizia, dato che essi la hanno sempre criticata, sin da quando è stata avviata dal governo Gentiloni. Ma l’adesione al documento di alcuni deputati Dem riaccende il dibattito interno, come avvenne nel 2017 tra favorevoli (il ministro Minniti) e contrari. Tra questi c’era e c’è Matteo Orfini, che all’epoca sosteneva Matteo Renzi ed oggi è in minoranza, ma anche esponenti della sinistra interna che oggi appoggiano il segretario Zingaretti, anche in nome della “discontinuità” con le politiche renziane, come Enza Bruno Bossio.

LA RISOLUZIONE DEL PD A FAVORE DELLA COOPERAZIONE

Il Gruppo Pd ha invece presentato una risoluzione favorevole al proseguimento della cooperazione con Tripoli, ha sottolineato il capogruppo Graziano Delrio. Nel documento del Pd, ha commentato Orfini, «si dice che gli accordi con la Libia vanno bene, ma bisogna avere garanzie che le motovedette non vengano usate per fare la guerra e che i diritti umani vengano rispettati. Una posizione per me incomprensibile e proprio per questo avrei voluto discuterla. Non so chi l’abbia discussa e dove. Immagino che Zingaretti ne sia stato informato e che sia la linea della segreteria. Per me è invotabile. Continuare a fingere di non vedere i lager, le torture, le morti nel Mediterraneo davvero non si può». Il vicesegretario vicario Andrea Orlando, interpellato dai cronisti, non ha voluto commentare e ha detto che in segreteria lunedì non se ne è parlato. In ogni caso, ha chiarito Delrio, la posizione del partito è di proseguire con la collaborazione con Tripoli. Insomma il Pd di Zingaretti si trova a difendere la continuità con le politiche dei governi Renzi-Gentiloni. «D’altra parte tutti i ministri di quei governi stanno con Zingaretti, da Gentiloni a Franceschini, da Madia a Minniti. Andate a chiedere cosa ne pensa della Libia la sinistra interna», ironizza Orfini, che prevede “sorprese” dal voto in Aula.

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