Francesco Pacifico

I temi su cui Pd e M5s sperimentano l'alleanza

I temi su cui Pd e M5s sperimentano l’alleanza

Autonomia delle Regioni. Mozioni contro Foa su Raicom. Manovre all’Inps. Giustizia, immigrazione, famiglia. E persino eutanasia. Tutti i “laboratori” dell’intesa dem-grillini in chiave anti-Lega.

24 Giugno 2019 07.07

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Dai primi mesi della legislatura c’è una quindicina di parlamentari del Movimento 5 stelle che – per lo più vicini al presidente della Camera Roberto Fico e in dissenso con il mainstream dimaiano – finisce spesso per votare con il Partito democratico. Questa pattuglia non lo sa, ma volente o nolente, ha finito per tenere aperto un dialogo tra i pentastellati e il Nazareno auspicato dalle rispettive truppe parlamentari, mai messo davvero in pratica dai leader.

ZINGARETTI VORREBBE PRIMA RINFORZARSI ALLE URNE

Al vertice della piramide Luigi Di Maio teme che con un cambio di colore del governo qualcuno, come la Casaleggio Associati, possa mettere in discussione il suo ruolo di capo politico. Invece Nicola Zingaretti è convinto che si possa trattare con i grillini, ma soltanto dopo un ritorno alle urne nella speranza di un ridimensionamento del M5s e una crescita del Pd.

INTESA PER ARGINARE L’ASCESA DI SALVINI

Alla base della stessa piramide i tavoli aperti sono tanti. Un’alleanza di fatto tra il Movimento e i dem è in corso da tempo sul fronte dell’autonomia, tema indigesto ai grillini non fosse altro per la paura di rafforzare l’alleato Matteo Salvini. Entrambe le parti hanno fatto subito quadrato sul fatto che le bozze delle intese strette con le Regioni venissero discusse e votate in parlamento, nonostante il Carroccio punti a una semplice ratifica. Idem per quanto riguarda la volontà di accompagnare questo processo alla definizione dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, per non penalizzare il Sud. Per esempio nella commissione bicamerale sul federalismo fiscale i parlamentari dei due partiti usano gli stessi toni nelle domande ai vari esperti interpellati.

Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini (Ansa).

LA MATERIA SCOTTANTE DELLA RAI

Cinque stelle e dem hanno votato insieme una mozione per chiedere al presidente della Rai, il leghista e sovranista Marcello Foa, di rinunciare anche alla guida della controllata Raicom. La materia è molto scottante e scivolosa, anche perché da una vita i grillini hanno gioco facile nell’attaccare i grandi volti della tivù di Stato vicini alla sinistra come Fabio Fazio, Gad Lerner o Lucia Annunziata. Ma nelle ultime settimane gli uomini di Di Maio avrebbe intavolato discussioni dietro le quinte, preoccupati per il peso che sta prendendo a Viale Mazzini la Lega.  

Il presidente della Rai Marcello Foa.

ALL’INPS TRIDICO VICINO AGLI UOMINI DI BOERI

Un altro fronte che potrebbe risultare un laboratorio per un cambio di governo è l’Inps. In viale Ciro il Grande sono in molti a notare che il neopresidente Pasquale Tridico si è avvicinato a Vincenzo Caridi e Luciano Busacca, dirigenti di fiducia dell’ex numero uno Tito Boeri, che mantiene una forte autorevolezza nel Pd. Primo risultato è che entrambi questi mondi hanno fatto muro contro il ritorno di Mauro Nori, molto apprezzato invece dalla Lega.

Il numero uno dell’Inps Pasquale Tridico.

PIÙ VICINI NEL GIUSTIZIALISMO

Qualcosa poi si muove pure sul fronte giustizia. Il Pd di Zingaretti – che ha posizioni più giustizialiste di quello renziano – ha appoggiato in piedi la campagna dei grillini per chiedere le dimissioni degli ex sottosegretari del Carroccio, Armando Siri ed Edoardo Rixi. Né ha fatto muro quando i cinque stelle hanno alzato un polverone al Consiglio superiore della magistratura (Csm), quando sono uscite le intercettazioni che hanno azzoppato Luca Lotti. Ma convergenze potrebbero trovarsi anche sui tentativi di velocizzazione dei processi messi in campo dal guardasigilli Alfonso Bonafede e sulla proposta di nominare laici e togati del Csm attraverso un sorteggio.

LA LEGA INORRIDISCE, LORO CI LAVORANO SU

Sul tema dell’immigrazione le critiche arrivate da grillini e dal Nazareno ai decreti salviniani hanno spesso collimato, facendo non poca pressione sul ministro dell’Interno. Ma è sul versante dei diritti individuali e sulla famiglia che si registrano le maggiori comunanze di approccio. Piace anche a sinistra la proposta di Di Maio di allargare l’assegno ai nuclei numerosi, mentre parlamentari dei due fronti stanno già discutendo su una proposta sull’eutanasia che fa inorridire il Carroccio.

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