Quando Pd e Movimento 5 stelle si facevano la guerra

Inaffidabili, casta, nemici della democrazia. Pd e M5s non sono mai andati d'accordo, anzi ogni occasione è stata buona per liti e insulti. Ma la crisi di governo ha aperto inediti scenari. Ecco come si attaccavano i nuovi possibili alleati.

19 Agosto 2019 14.47
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C’è stato un tempo in cui Movimento 5 stelle e Partito democratico si erano giurati guerra eterna (o quasi).

Tanto nelle sedi del governo, quanto nei salotti della televisione e sui social network. Per Fico il Pd era «il pericolo numero uno dell’Italia». Mentre Marattin sosteneva che i pentastellati raccontassero «solo balle agli italiani». Ma nel tripudio di questa continua battaglia dialettica c’erano finiti anche Matteo Renzi, Luigi Di Maio e il sempre bellicoso Alessandro Di Battista. Ora però qualcosa sembra essere cambiato. La crisi di governo aperta da Matteo Salvini all’interno dell’esecutivo giallo-verde ha modificato quelle certezze che per l’elettorato di Pd e M5s si potevano riassumere con un «mai insieme a Di Maio», o «Renzi» a seconda della fazione politica. Il Conte bis, nel caso venisse confermato, potrebbe ora aprire le porte a un’alleanza che dal giallo-verde si trasforma in giallo-rosso.

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