I timori di Zingaretti dietro il caso Delrio

Francesco Pacifico

I timori di Zingaretti dietro il caso Delrio

Il segretario del Pd vede un tentativo di rallentare la corsa verso il sorpasso ai cinque stelle. E punta il dito contro lo scarso apporto dei renziani alla campagna per le Europee.

29 Aprile 2019 20.00
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Graziano Delrio ha passato tutta l'ultima giornata al telefono per chiarire ai suoi che non ha alcuna intenzione di benedire un accordo tra il Pd e i cinque stelle. Di guardare a un ribaltone per far saltare l'asse giallo-verde con i voti del Nazareno.

Ma questo non sarebbe bastato al segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti. Convinto che certe uscite finiscono soltanto per rallentare la corsa verso il sorpasso del M5s. Il quotidiano La Stampa ha aperto il 29 aprile il giornale con un netto: «Pd, Delrio apre alla linea di Di Maio». E l'ex ministro delle Infrastrutture, vista la prima pagina, si sarebbe imbufalito, spiegando ai suoi di «aver soltanto ribadito che su temi come il salario minimo, legge contro il conflitto d'interessi e taglio ai costi della politica il Partito democratico sta lavorando da prima che i grillini arrivassero al potere».

LA NOTA DI DELRIO

Per spazzare via ogni dubbio il capogruppo alla Camera ha poi poi diffuso una nota per attaccare i cinque stelle: «Se c'è qualcuno che deve chiedere scusa dei propri errori e dei danni causati al Paese questo è Di Maio con il suo alleato Salvini di cui si vergogna». Spiegando che in parlamento si è «sempre dialogato» soltanto perché «noi tifiamo per l'Italia e vogliamo che i problemi si risolvano». Ma secondo l'inner circle di Zingaretti la pezza è stata peggio del buco. Vuoi perché Luigi Di Maio ha avuto gioco facile nel respingere aiuti da parte del Nazareno – «Dialogo con il Pd? No, grazie» -, vuoi perché l'intervista di Delrio ha riaperto tensioni con il mondo renziano, congelate in vista delle Europee. E sono proprio le prossime elezioni il nodo della questione. Da Caserta Zingaretti ha minimizzato la cosa: «L'apertura di Delrio ai cinque stelle è una grande tempesta in un bicchier d'acqua. La vera vergogna italiana è che il governo ancora oggi non ha fatto niente per il lavoro, litiga su tutto, e sta giocando sulla pelle degli italiani, nonostante abbia un consenso del 60%».

Fino a qualche settimana fa Zingaretti era convinto di spaccare il M5s, consolidando rapporti personali con Fico o esponenti grillini non più in lustro, come Lombardi

Off the records avrebbe spiegato ai suoi che le ultime uscite dei massimi dirigenti del Pd – non soltanto quelle di Delrio – rischiano di mettere in crisi l'unico obiettivo che unifica la linea del Nazareno, cioè – racconta un esponente vicino al segretario – «superare i cinque stelle alle prossime Europee, spingendo i nostri elettori a votare +Europa, da un lato, e liste di sinistra dall'altro». Fino a qualche settimana fa Zingaretti era convinto di spaccare il M5s, consolidando rapporti personali con il presidente della Camera, Roberto Fico, o esponenti grillini non più in lustro, come Roberta Lombardi, conosciuta alla Pisana. L'obiettivo era far saltare – in un colpo solo – il Movimento e il governo, riportando il Paese alle elezioni. Poi si è reso conto che i suoi potenziali alleati sono più deboli del dovuto. Ma parallelamente gli sono venuti incontro i sondaggi che danno il Nazareno molto vicino a sorpassare il M5s alle prossime Europee.

ZINGARETTI SE LA PRENDE COI RENZIANI

Gli uomini di Zingaretti giurano che il loro leader non ha mai intavolato alcuna trattativa con Di Maio, a maggior ragione dopo che il vicepremier – rilanciando salario minimo e conflitto di interessi – ha spostato la sua linea a sinistra per smarcarsi da Matteo Salvini: «Non ci sono contatti». Per questo il segretario stigmatizzerebbe le dichiarazioni che «generano confusione». Raccontano sempre dal Nazareno: «Si riferisce all'incidente con l'intervista a La Stampa di Delrio, ma anche a Sandro Gozi che nel giorno della vittoria in Spagna di Pedro Sanchez saluta il successo di Ciudadanos, per non parlare di Andrea Orlando, vice segretario del partito, che ad Agorà su RaiTre dichiara che si deve discutere con i grillini con "le misure che sono utili al Paese"». Secondo il governatore del Lazio, dicono dal suo staff, «c'è un tentativo di qualcuno di rallentare la corsa verso il sorpasso ai cinque stelle, anche per riaprire le ferite che sembrano chiuse con il congresso». In quest'ottica lo stesso Zingaretti si sarebbe lamentato dello scarso apporto dei renziani alla campagna elettorale per le Europee.

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