Pdl in piazza «a difesa del premier»

Redazione
27/01/2011

Il Pdl si prepara a mobilitare anche la piazza contro i giudici e a difesa di Silvio Berlusconi, investito dall’inchiesta...

Pdl in piazza «a difesa del premier»

Il Pdl si prepara a mobilitare anche la piazza contro i giudici e a difesa di Silvio Berlusconi, investito dall’inchiesta sul caso Ruby. Secondo quanto anticipato dall’Ansa il partito del premier avrebbe deciso una manifestazione in piazza Duomo a Milano il 13 febbraio prossimo alla quale dovrebbe partecipare anche il presidente del Consiglio.
RIUNIONE OPERATIVA. L’obiettivo, ha spiegato un dirigente del partito, «è quello di scendere in piazza per difendere il premier contro la giustizia politicizzata». Inizialmente si pensava a un’iniziativa nei teatri di 100 città, ma il clima politico ha spinto il Cavaliere e il partito a trasformare l’evento in un’unica grande manifestazione. È possibile che in altre città vi siano, in contemporanea, «manifestazioni spontanee». A questo proposito venerdì 28 gennaio si dovrebbe tenere una ’riunione operativa’ in via dell’Umiltà.
«NON CEDO DI UN MILLIMETRO» Partecipando alla cena per il compleanno di Micaela Biancofiore all’hotel Majestic di Roma, Berlusconi è tornato a parlare del caso Ruby,che lo vede indagato per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. «Non cedo di un millimetro», avrebbe detto il presidente del Consiglio ad alcuni parlamentari Pdl. Poi ha aggiunto: «Gli italiani sono con me. Tutti devono prendere posizione perché sia chiaro che io non ho fatto nulla di male».
SILENZIO SU FINI. Eccezion fatta per una sfuriata contro la trasmissione di Santoro (leggi la notizia dell’intervento di Masi ad Annozero), chi era presente alla festa ha descritto un premier di ottimo umore che, come al solito, ha cantato in francese e raccontato barzellette. Durante la serata, Berlusconi si è poi appartato a parlare con i ministri Maroni e Frattini, alla cena insieme alla Gelmini, la Carfagna, Romani e molti deputati del Pdl. Uno di loro ha raccontato: «Neppure una parola su Fini, é davvero come se l’avesse già cancellato».
Quanto all’attenzione mediatica sul Rubygate, quando il premier, con una delle sue battute, ha proposto di abolire l’autorithy per le Telecomunicazioni, un ministro al suo fianco gli ha fatto eco: «Allora togliamo anche i servizi segreti, che non ti hanno avvertito di niente. Basta con queste migliaia di persone in vacanza permanente». E secondo indiscrezioni riportare dal Corriere della Sera il 28 gennaio, il premier, durante una riunione con i rappresentanti del governo, avrebbe raccontato: «Io stesso ho parlato di Ruby con Mubarak durante la sua ultima visita a Roma, solo che lui al momento non si ricordava».