Pechino minaccia Oslo

Redazione
13/10/2010

L’ira di Pechino per la decisione del Comitato norvegese del Nobel di premiare il dissidente e prigioniero politico cinese Liu...

Pechino minaccia Oslo

L’ira di Pechino per la decisione del Comitato norvegese del Nobel di premiare il dissidente e prigioniero politico cinese Liu Xiaobo col Premio per la Pace (leggi il profilo di Liu) si rivolge a tutto quello che proviene dal Paese nordico. La Cina ha così annullato due incontri ufficiali con delegazioni norvegesi, previsti per il 12 e il 13 ottobre, come pure la turnè di un musical nel quale si esibisce il cantante norvegese Alexander Rybak.
Il quotidiano ufficiale cinese People’s Daily pubblica il 13 ottobre un lungo articolo in cui, neppure troppo tra le righe, avverte Oslo delle possibili ripercussioni economiche e commerciali di un eventuale deterioramento dei rapporti bilaterali.  
L’incontro ministeriale tra i responsabili della pesca di Cina e Norvegia era previsto per il 12 ottobre, mentre il 13 ottobre il ministro norvegese delle Coste Lisbeth Berg-Hansen avrebbe dovuto incontrare a Pechino funzionari dell’amministrazione per la supervisione della Qualità. «La cancellazione dei colloqui è il modo di Pechino per esprimere il suo discontento dopo l’assegnazione del Nobel, che ha si è ripercossa sulle relazioni bilaterali» spiega Yang Mian, professore di Comunicazione internazionale all’Università di Comunicazione della Cina.
Il portavoce del ministero norvegese degli Esteri, Ragnhild Imerslund, ha specificato che la ritorsione di Pechino su Oslo è inutile, visto che «il Comitato per il Nobel è indipendente». Il quotidiano cinese, però, fa notare che il governo è comunque coinvolto: cinque membri dello stesso Comitato sono stati nominati dal Parlamento con mandati di sei anni; Oslo ha anche osato inviare le sue congratulazioni a Liu Xiaobo per l’assegnazione del Premio.
Imerslund si dice convinto che la vicenda non inciderà sulle relazioni tra i due Paesi. E il People’s Daily, citando dati dell’agenzia Bloomberg, ricorda gli interessi economici che legano la Norvegia alla Cina avvertendo che “se i rapporti si inaspriscono”, a rimetterci sarà più che altro Oslo.
La tensione diplomatica potrebbe ripercuotersi sull’export di salmone norvegese alla Cina, che per il 2012 è previsto aumenti del 62% fino a 30 mila tonnellate.  Il totale dell’export verso la Cina è raddoppiato fino a circa 260 milioni di dollari a settembre.
La compagnia petrolifera Statoil, per due terzi proprietà di Oslo, ha un accordo di collaborazione con la Sinopec per l’esplorazione nel mare cinese del Sud e un altro contratto con la Sinochem che comprende operazioni di trivellazione offshore in Brasile.