Pechino minaccia gli Usa sull’aumento dei dazi

La Cina promette «contromisure necessarie» nel caso in cui si dovesse procedere all'aumento delle tariffe doganali pari al 10%. Trump getta acqua sul fuoco e parla di un incontro con il presidente Xi.

15 Agosto 2019 13.48
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Ritorsioni in caso di un aumento dei dazi da parte degli Stati Uniti d’America il primo settembre 2019. Questo in sintesi il messaggio – di minaccia – recapitato da Pechino a Washington. Il governo cinese ha infatti reso noto che adotterà «contromisure necessarie» nel caso in cui il cappio Usa si stringesse ulteriormente nei confronti della Cina.

L’AUMENTO DEI DAZI PENSATO DAGLI USA

Tra luglio e agosto il presidente Donald Trump aveva annunciato un aumento delle tariffe doganali pari al 10% entro il primo settembre. Questo avrebbe colpito prevalentemente il mercato cinese. Poi il tycoon aveva deciso per uno slittamento a dicembre dei nuovi dazi su alcuni prodotti. A Pechino non sembra comunque essere andata giù questa misura in alcun modo tanto da fare un annuncio pubblico per adottare misure atte a salvaguardare il commercio cinese.

IL MESSAGGIO DISTENSIVO DI TRUMP

Intanto il presidente Usa sembra voler tendere una mano al collega cinese. Lo fa con un tweet in cui chiede un incontro al presidente Xi. «Lo conosco molto bene. È un grande leader che ha molto rispetto per il suo popolo. È anche un brav’uomo», ha cinguettato Trump. Che poi ha parlato anche della situazione tesa tra Cina e Hong Kong. «Non ho dubbi sul fatto che se il presidente Xi vuole risolvere rapidamente e umanamente il problema di Hong Kong, può farlo». Infine il rimando alla questione dei Dazi. Trump si è detto convinto che la Cina «vuole certamente trovare un accordo» commerciale con l’America, «ma prima lasciamoli lavorare con umanità su Hong Kong».

LA DECISIONE DI FAR SLITTARE I DAZI

Nei giorni scorsi, prima dell’ultimatum di Pechino, Trump si era detto fiducioso che lo slittamento dei dazi da settembre a dicembre avrebbe potuto aiutare Cina e America a venirsi incontro e trovare una nuova sinergia su cui gettare solide basi. «Buone cose sono state dette durante il colloquio con la Cina nei giorni scorsi. Loro stanno neutralizzando i dazi con la svalutazione della loro moneta e immettendo denaro nel loro sistema. I consumatori americani stanno bene, con o senza la scadenza di settembre, ma molto meglio andrà con il piccolo differimento a dicembre».

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