L'Antitrust ha aperto un'inchiesta sul Consorzio del pecorino romano

L’Antitrust ha aperto un’inchiesta sul Consorzio del pecorino romano

14 Febbraio 2019 17.59
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L'Antitrust ha aperto un'inchiesta sul prezzo del latte sardo di pecora destinato alla produzione di pecorino romano Dop. Il procedimento è stato avviato nei confronti del Consorzio per la tutela del formaggio pecorino romano e di 32 imprese di trasformazione che vi aderiscono, tutte con sede in Sardegna. L'obiettivo è verificare se tali soggetti abbiano imposto agli allevatori un prezzo di cessione del latte al di sotto dei costi medi di produzione. C'è infatti il sospetto che la pratica commerciale finita nel mirino dell'authority possa inquadrarsi in una situazione di significativo squilibrio contrattuale tra caseifici e allevatori, con questi ultimi parte debole del rapporto in ragione della natura altamente deperibile del latte e delle caratteristiche dimensionali e organizzative delle imprese di allevamento. L'istruttoria dovrà concludersi entro 120 giorni.

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LA COLDIRETTI HA CHIESTO DI COMMISSARIARE IL CONSORZIO

Secondo la Coldiretti proprio il Consorzio per la tutela del pecorino romano sarebbe responsabile, con le sue scelte, del crollo del mercato che ha messo in ginocchio gli allevatori sardi. E il presidente dell'associazione, Ettore Prandini, nei giorni scorsi ne ha chiesto il commissariamento, ricordando come un’analisi dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) ha evidenziato che i prezzi riconosciuti ai pastori a gennaio 2019 sono stati pari a 56 centesimi di euro (Iva esclusa), rispetto a costi variabili di produzione saliti a 70 centesimi (Iva esclusa). In gioco c’è il futuro di migliaia di famiglie e di un'intera regione, la Sardegna, «dove il 70% del territorio è destinato al pascolo degli animali».

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IL GOVERNO OFFRE 44 MILIONI PER RITIRARE 67 MILA QUINTALI DI FORMAGGIO

Continuano intanto i lavori del tavolo convocato al Viminale dal governo M5s-Lega. Una prima proposta è stata formulata. L'esecutivo ha messo sul piatto 44 milioni di euro per il ritiro di 67 mila quintali di formaggio in eccedenza sul mercato: il Viminale dovrebbe mettere a disposizione 14 milioni di euro, il Mipaaft 10 milioni, la Regione Sardegna altri 10 milioni e i restanti 10 milioni arriverebbero dal Banco di Sardegna. L'aumento proposto del prezzo del latte sarebbe di 70 centesimi al litro, con l'auspicio che con il ritiro delle forme di pecorino in eccedenza entro tre-quattro mesi si alzi a 1 euro. Ma la delegazione dei pastori sardi non sembra soddisfatta e chiede di arrivare subito al prezzo di 1 euro al litro. Anche Assolatte lamenta che i 44 milioni arriveranno con i tempi lunghi della burocrazia e spiega che nel frattempo l'industria non può pagare subito i pastori. «È chiaro che i benefici economici del ritiro ci metteranno almeno tre mesi per dispiegarsi, ma fra tre-quattro mesi arriveremo a 1 euro», avrebbe promesso Salvini.

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