Il cardinale Pell prosciolto dalle accuse di abusi dall’Alta corte d’Australia

Redazione
07/04/2020

Era stato condannato per pedofilia, ma per i giudici è mancata assenza del ragionevole dubbio. Il porporato: «Non voglio che il mio proscioglimento aggiunga alla sofferenza e amarezza che tanti sentono».

Il cardinale Pell prosciolto dalle accuse di abusi dall’Alta corte d’Australia

Il cardinale australiano George Pell, condannato per pedofilia a sei anni con un minimo di 3 anni e 8 mesi, sentenza confermata lo scorso agosto dalla Corte d’appello dello stato di Victoria, è stato prosciolto il 7 aprile da ogni accusa dall’Alta corte, l’organo di giudizio finale in Australia ed è quindi stato rimesso in libertà. Pell era stato dichiarato colpevole di aver abusato sessualmente nel 1996 nella sacrestia della cattedrale di Melbourne, quando era arcivescovo della diocesi, di due coristi di 13 anni sorpresi a bere il vino della messa.

In un comunicato diffuso poco dopo l’annuncio della decisione dell’Alta corte, Pell ha sottolineato che il suo processo «non era un referendum sulla Chiesa cattolica, né su come le autorità della Chiesa in Australia hanno trattato il crimine della pedofilia tra i preti». Il cardinale ha quindi affermato di aver «sofferto di una grave ingiustizia» che «è stata rimediata con la decisione unanime dell’Alta corte». Pell ha aggiunto di non nutrire alcun risentimento verso il suo accusatore: «Non voglio che il mio proscioglimento aggiunga alla sofferenza e amarezza che tanti sentono».

In una dichiarazione diffusa poco dopo aver emesso la sua decisione, l’Alta corte d’Australia giudica che la Corte d’appello del Victoria, che lo scorso agosto aveva confermato la sentenza di condanna a sei anni del cardinale George Pell, «ha mancato di affrontare la questione se rimaneva una ragionevole possibilità che il reato non avesse avuto luogo», cioè dell’assenza di ogni ragionevole dubbio. La Corte, organo di giudizio finale in Australia, ha concluso che le testimonianze di altri teste erano incongruenti con quella del denunciante» e hanno descritto come Pell, allora arcivescovo di Melbourne, solitamente salutasse i parrocchiani sulle scale davanti alla cattedrale, per periodi fino a 15 minuti dopo la messa, gli stessi minuti in cui era accusato delle molestie nella sacrestia.

«Sono estremamente felice per l’assoluzione del cardinale George Pell dall’accusa di pedofilia. Mi legano a lui profonda amicizia e grandissima stima. Non ho mai dubitato della sua innocenza, ora finalmente riconosciuta». E’ quanto dichiara il cardinale Camillo Ruini. «George Pell», aggiunge l’ex presidente della Cei, «è un autentico testimone di Gesù Cristo che ha pagato un prezzo durissimo per la sua fedeltà al Signore e alla Chiesa. Il suo esempio di coraggio e di generosità è una luce per tutta la Chiesa».