Da giugno via al taglio delle pensioni d'oro sopra i 100 mila euro

Da giugno via al taglio delle pensioni d’oro sopra i 100 mila euro

Cinque fasce sforbiciate, con prelievi dal 15 al 40%. Per cinque anni. Salvi gli assegni di invalidità e quelli calcolati col contributivo. Il governo spera di racimolare 415 milioni. Le cose da sapere sul provvedimento.

07 Maggio 2019 18.07

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Tagli alle pensioni d'oro, ci siamo (quasi). Da giugno 2019 al via le sforbiciate per gli assegni oltre i 100 mila euro l'anno, dopo i ripetuti rinvii degli ultimi anni.

VALENZA DAL PRIMO GENNAIO E PER I CINQUE ANNI SUCCESSIVI

A rendere possibile la decurtazione è stata la legge di Bilancio del 2018, mentre a consentirne il via è stata la circolare dell'Inps che rende operative le aliquote per le quote eccedenti le soglie stabilite. Il taglio ha valenza dal primo gennaio 2019 per i cinque anni successivi ed è proporzionale all'assegno percepito.

TAGLIO PARTICOLARMENTE CARO AL MOVIMENTO 5 STELLE

L'ultima circolare dell'Inps ha spiegato che «i trattamenti pensionistici diretti complessivamente eccedenti l'importo di 100 mila euro lordi su base annua sono ridotti di un'aliquota percentuale in proporzione agli importi dei trattamenti pensionistici». La riduzione, particolarmente cara alla parte della maggioranza gialloverde legata al Movimento 5 stelle – che ha spinto anche per tagliare le pensioni d'oro dei dipendenti della Camera inizia dal 15% per la quota di assegni tra 100 mila e 130 mila euro fino ad arrivare al 40% per la quota eccedente i 500 mila euro.

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GLI IMPORTI E LE RIDUZIONI NEL DETTAGLIO

Più nel dettaglio, gli importi saranno ridotti del 15% per la quota di importo da 100 mila a 130 mila euro; del 25% per la quota di importo da 130 mila a 200 mila euro; del 30% per la quota di importo da 200 mila a 350 mila euro; del 35% per la quota di importo da 350 mila a 500 mila euro; del 40% per la quota di importo eccedente i 500 mila euro.

SALVE LE PENSIONI CALCOLATE COL CONTRIBUTIVO

Ai fini dell'individuazione dell'importo pensionistico complessivo superiore a 100 mila euro si rilevano gli importi lordi su base annua di tutti i trattamenti pensionistici diretti a prescindere dal sistema di calcolo adottato per la liquidazione. Non sono considerate le pensioni di invalidità e quelle riconosciute a vittime del dovere. In taglio riguarda esclusivamente gli importi calcolati con sistema retributivo o misto (salve quindi quelle totalmente calcolate con il contributivo). Al momento del varo del cosiddetto prelievo di solidarietà il governo aveva detto di attendersi 415 milioni dal provvedimento.

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