Pensioni, possibile intesa su Quota 103 prorogata di un anno

Redazione
27/10/2023

Una volta raggiunti i requisiti di 62 anni di età e 41 di contributi, che dovrebbero restare invariati, i dipendenti privati dovrebbero aspettare sei mesi per l'assegno mentre i pubblici nove.

Pensioni, possibile intesa su Quota 103 prorogata di un anno

Doveva essere una Manovra blindata. Ma il Mef, 48 ore dopo la diffusione della bozza, ha fatto precipitosamente un passo indietro dicendo che il testo passato dal Consiglio dei ministri di fatto non era attendibile. Caos nella maggioranza. Matteo Salvini ha fatto le barricate sulle pensioni, visto che la sua Quota 103 era stata ridimensionata clamorosamente dal governo, mentre Forza Italia si era messa di traverso – insieme con la Lega – sui pignoramenti anti-evasione sui conti correnti. Tanto che Palazzo Chigi con una nota ha cercato di gettare acqua sul fuoco ricordando che «il governo rispetta la privacy e il diritto dei contribuenti».

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Salvini la spunta su Quota 103

Ora sul nodo pensioni sembra averla spuntata Salvini: ci si potrà ritirare dal lavoro a Quota 103, 62 anni e 41 di contributi, ma solo per il 2024. Chi maturerà i requisiti dal prossimo gennaio anticiperà la pensione subendo però un taglio dell’assegno. Per chi maturerà i requisiti la pensione anticipata sarà determinata con il calcolo contributivo e «per un valore lordo mensile massimo non superiore a quattro volte il trattamento minimo previsto a legislazione vigente, per le mensilità di anticipo del pensionamento». Si tratterebbe quindi di un massimo di circa 2.250 euro considerando la pensione minima fissata dall’Inps di poco più di 563 euro. Almeno questo è quanto si legge nell’ultima stesura della manovra ancora in fase di elaborazione.

M5s contro il governo: «Maggioranza sfarinata, siamo al tutti contro tutti»

«”La legge di bilancio è stata approvata in poco più di un’ora a dimostrazione dell’unità di vedute della maggioranza che sostiene il governo”. L’ultima bugia di Giorgia Meloni, il 16 ottobre scorso dopo il Consiglio dei ministri. Poi un’ora si è trasformata in 11 giorni e il testo della Manovra non c’è ancora, la maggioranza è a pezzi, litiga su ogni misura». Lo ha scritto sui suoi canali social il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. 

https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/posts/pfbid0aa2LsstFvM4e57LWFFnLfucTkXHiqQ96oSbZCHLdaBDNiby3cuptKRLS2YqJo7zrl

 

A Conte hanno fatto eco i deputati pentastellati. «Ricapitolando: a Salvini non piace la stretta sulle pensioni anticipate voluta da Giorgetti, che oltre a essere il ministro dell’Economia è anche il vicesegretario del suo partito. Forza Italia è pronta a fare il diavolo a quattro per eliminare l’aumento delle tasse sugli affitti brevi», hanno tuonato Emma Pavanelli, Chiara Appendino, Alessandra Todde ed Enrico Cappelletti. «Poi c’è la misteriosa norma sull’accesso del fisco ai dati dei conti correnti degli italiani: non piace a nessuno nel centrodestra, neanche a Giorgia Meloni. La quale ci risulta essere presidente del Consiglio, quindi la prima che dovrebbe aver letto i testi della legge di Bilancio».

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