Perché la Lega ce l’ha così tanto con Ilaria Salis

Matteo Innocenti
31/01/2024

Il Carroccio ha definito «scioccanti» le immagini della 39enne italiana incatenata in Ungheria. Aggiungendo però che nel 2017 fu coinvolta insieme a «decine di violenti dei centri sociali» nell'assalto a un gazebo del partito a Monza. Per Salvini «è assurdo che faccia la maestra». Peccato che l’anarchica non abbia niente a che fare con quell’episodio.

Perché la Lega ce l’ha così tanto con Ilaria Salis

Giorgia Meloni si è mossa, chiamando Viktor Orban per cercare di risolvere il problema. L’ambasciatore italiano a Budapest, Manuel Jacoangeli, è finito sotto la lente d’ingrandimento della Farnesina perché non avrebbe fatto abbastanza per lei. I suoi legali stanno «valutando la possibilità di fare ricorso immediato alla Corte europea di Strasburgo per la violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo». Il caso di Ilaria Salis, detenuta in Ungheria con l’accusa di aggressione a due neonazisti e apparsa con le mani ammanettate e i piedi legati durante un’udienza, ha suscitato indignazione nell’opinione pubblica. Ma non nella Lega. Che, anzi, sembra approvare il trattamento riservato dalle autorità magiare alla 39enne italiana. Colpa di un episodio risalente al 2017, con cui però Salis non ha niente a che fare.

Perché la Lega e Salvini ce l'hanno così tanto con Ilaria Salis, la 39enne anarchica italiana detenuta in Ungheria.
Ilaria Salis in aula in Ungheria (Ansa).

L’assalto al gazebo della Lega avvenuto nel 2017: ma Salis non c’era

«Le immagini di Ilaria Salis incatenata in Ungheria sono scioccanti», ha scritto la Lega in una nota. Cambiando però subito registro: «Il 18 febbraio 2017, a Monza, un gazebo della Lega veniva assaltato da decine di violenti dei centri sociali, e le due ragazze presenti attaccate con insulti e sputi da un nutrito gruppo di facinorosi. Per quei fatti Ilaria Salis è finita a processo, riconosciuta dalle militanti della Lega». Le sue vicissitudini, ha aggiunto il Carroccio, «offrono l’opportunità di ribadire che il legittimo esercizio del dissenso non può mai sfociare in episodi di violenza, soprattutto come quelli messi in atto contro giovani indifese aggredite da un branco come successo a Monza». Poi la precisazione: «L’avvocato Roberto Zingari che assiste una delle militanti della Lega aggredite e insultate è determinato a promuovere azioni e a utilizzare tutti gli strumenti di legge per fare piena luce su quell’episodio di gravissima violenza politica». Insomma, pur stigmatizzando quanto visto in aula a Budapest, la Lega ha tenuto a precisare che Salis non è esattamente uno stinco di santo. Parlando con l’Ansa, il legale dell’italiana detenuta, Eugenio Losco, ha però evidenziato che «Ilaria è stata assolta per non aver commesso il fatto in relazione all’episodio dell’aggressione al gazebo della Lega nel 2017». Di più: «La signora Salis non è stata affatto individuata dalle due militanti della Lega, ma solo individuata come partecipante al corteo che si svolgeva quel giorno a Monza da un video prodotto in atti».

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Salvini: «Non sarei felice se Salis fosse l’insegnante di mia figlia»

«Le immagini di Ilaria Salis incatenata in tribunale sono scioccanti e spero che possa dimostrarsi innocente. Certo, è sorprendente che lei sia stata presente in occasione di manifestazioni violente, a Budapest come a Monza nel 2017 quando venne distrutto un gazebo della Lega. Mi permetto di dire che non sarei felice se Salis fosse l’insegnante di mia figlia», ha twittato Matteo Salvini.

«Già nel 2017 questa signora aveva assaltato un gazebo della Lega a Monza. Vedete? Vi pare normale che una maestra elementare vada in giro per l’Europa, e adesso scopro anche in Italia, a picchiare e sputare alla gente?», aveva dichiarato Salvini a Repubblica, che lo aveva intercettato all’aeroporto di Bruxelles, dove è arrivato per un convegno sui valichi alpini. Il vicepremier, precisando che «non è accettabile che vada in aula in catene», aveva aggiunto – in un momento in cui la diplomazia italiana si è attivata per riportarla in patria – di ritenere giusto che Salis debba essere processata in Ungheria.

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Sasso: «Se colpevole doveroso radiarla dalle graduatorie ministeriali»

«Siamo certi che la maestra Ilaria Salis saprà dimostrarsi innocente dopo essere finita nei guai in Ungheria perché arrestata con un manganello a una manifestazione di estrema sinistra e accusata di aver aggredito due persone. Le immagini di Ilaria Salis in manette non ci lasciano indifferenti, ma se fosse colpevole, e non vogliamo nemmeno immaginarlo, sarà doveroso radiarla dalle graduatorie ministeriali», ha dichiarato in una nota il deputato leghista Rossano Sasso, capogruppo in commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, evidenziando che in ogni caso «la sua ultima supplenza risale al 12 gennaio 2023 ed era terminata il giorno prima di recarsi in Ungheria».

Ceccardi: «Ribadire la lotta dura al terrorismo di matrice rossa»

In casa Lega, sulla questione si è espressa anche l’europarlamentare Susanna Ceccardi. «In tutta Italia girano le immagini di Ilaria Salis ammanettata nel tribunale ungherese. Ma nessuno in queste ore ha fatto vedere cosa faceva a Budapest il gruppo di cosiddetti “Antifa” tedeschi (violenti recidivi) con cui si accompagnava. Gente in assetto armato come vere e proprie organizzazioni parabrigatiste. Allora ve lo faccio vedere io. Certamente l’Italia deve assicurarsi che ai nostri concittadini all’estero siano garantiti processi giusti e il pieno rispetto dei diritti umani, a condizioni di reciprocità. Però se siamo contro il terrorismo sempre, dobbiamo ribadire anche la lotta dura al terrorismo di matrice rossa. Toglietele le catene, ma non la galera se giudicata colpevole! PS: molti degli ungheresi massacrati di botte non avevano nulla a che fare con la “destra” ma erano cittadini che andavano al lavoro…». A scanso di equivoci, Salis non compare nel video postato da Ceccardi.

Crippa: «Ogni Paese punisce come vuole e non compete a me giudicare»

«Spiace per il trattamento riservato a Ilaria Salis e ci auguriamo sappia dimostrare la propria innocenza. Però ogni Paese punisce come vuole e non compete a me giudicare quello che si fa in altri Paesi», ha dichiarato in una nota Andrea Crippa, vicesegretario della Lega. Paese che vai, punizioni che trovi, insomma. Peccato che Salis sia solo imputata e che non abbia, pertanto, ricevuto alcuna condanna.

Perché la Lega e Salvini ce l'hanno così tanto con Ilaria Salis, la 39enne anarchica italiana detenuta in Ungheria.
Andrea Crippa (Imagoeconomica).

«Inumano è anche il cranio fracassato del manifestante», ha detto poi Crippa fuori da Montecitorio, accostando le manette imposte a Salis ai traumi subiti da uno degli estremisti di estrema destra durante l’aggressione a cui avrebbe preso parte l’anarchica. «Spero sia innocente, ma non spetta alla politica entrare nella giurisdizione di altri Paesi», ha poi aggiunto il numero due del Carroccio.

Borghi: «Che gli italiani si comportino bene fuori dall’Italia»

«Credo che catene, manette e altre cose non mi sono piaciute né in Italia e né all’estero. Faremo tutte le proteste del caso, ma se hai fatto il delinquente all’estero deve avere pena doppia: una per il fatto compiuto e l’altra per aver macchiato l’immagine del Paese. Quindi, che gli italiani si comportino bene fuori dall’Italia», ha detto il senatore leghista Claudio Borghi. Augurandosi che «Salis possa dimostrare la sua innocenza in Ungheria così come in Italia, dove è finita a processo per aver assaltato un gazebo della Lega a Monza, attaccando i militanti presenti», il deputato del Carroccio Igor Iezzi ha osservato che «l’uso della violenza non può essere giustificato in nessun caso», in quanto «non è un modo per manifestare ed esprimere il proprio pensiero». E poi: «Ci sconvolge che il magistrato metta in rilievo la recidiva infraquinquennale di Salis».