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Perché Francesco Totti ha deciso di lasciare la Roma

Perché Francesco Totti ha deciso di lasciare la Roma

Il dirigente giallorosso s’è sentito messo ai margini. Da Pallotta e dallo stato maggiore del club. Anche nella scelta dell’allenatore. Così sarà addio, nonostante la carica di dt offerta dal presidente.

15 Giugno 2019 18.25

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Francesco Totti ha deciso. L’ex numero 10 della Roma è pronto a dare le dimissioni da dirigente della società giallorossa. L’annuncio è atteso nel pomeriggio di lunedì 17 giugno. La decisione di dire addio alla società che lo ha visto crescere e diventare uomo sarà spiegata nel corso di una conferenza stampa lontano da Trigoria e convocata per il primo pomeriggio al Salone d’Onore del Coni. A due passi, quindi, da quello stadio Olimpico in cui proprio il 17 giugno 2001 il ‘Capitano’ giallorosso vinceva lo scudetto con la maglia della Roma.

AI MARGINI DELLE DECISIONI IMPORTANTI

In questi mesi da dirigente, Totti non ha gradito essere tenuto ai margini delle decisioni più importanti. Comprese le più recenti, come quella di affidare la panchina al portoghese Paulo Fonseca. Inutile il tentativo di ricucire fatto dal presidente James Pallotta, che a Totti ha offerto la poltrona di direttore tecnico: «Senza alcun dubbio ci piacerebbe vedere Francesco come una parte fondamentale del nostro futuro», ha detto il numero uno del club. «Lavorando coi vertici della nostra dirigenza sportiva potrà iniziare a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera. Forse Francesco pensa di avere bisogno di un po’ di tempo per pensare al suo futuro e al suo ruolo nel club, cosa che tutti rispettiamo. Se ha bisogno di tempo, noi gli daremo tempo».

IL VERTICE LONDINESE DISERTATO DA TOTTI

Nei giorni scorsi, Totti non aveva partecipato a un vertice dello stato maggiore del club, a Londra. A quanto si apprende, Pallotta aveva comunicato per tempo all’ex numero 10 che nel caso in cui Fonseca fosse volato nella capitale inglese dopo la firma sul contratto anche lui avrebbe partecipato all’incontro. Totti, però, ha preferito non sedersi al tavolo con Pallotta, Franco Baldini, Guido Fienga, Francesco Calvo e lo stesso Fonseca. Forse anche per riflettere meglio sul proprio futuro. Che ora è scritto. Lontano da Roma. Forse, una volta per tutte.

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