Il giallo della petroliera emiratina «scortata» in Iran

La Riah ha spento il transponder dal 13 luglio ed è scomparsa. Teheran ha annunciato di aver rimorchiato la nave nelle sue acque dopo una richiesta di soccorso. Ma secondo Abu Dhabi non c'è stato mayday. Gli Usa sospettano un sequestro.

17 Luglio 2019 19.51
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Nuove tensioni nello stretto di Hormuz, il cruciale passaggio per il commercio petrolifero all’imboccatura del Golfo Persico che è da mesi al centro del braccio di ferro tra Iran e Stati Uniti. Dopo ore di silenzio, Teheran ha confermato di aver rimorchiato in un suo porto la petroliera Riah, battente bandiera panamense ma di stanza negli Emirati Arabi Uniti, che da sabato notte aveva spento il transponder, facendo così perdere le sue tracce. Un’operazione che secondo la Repubblica islamica è stata condotta a seguito di una richiesta di soccorso del cargo, che sarebbe stato in avaria.

TEHERAN PARLA DI UN MAYDAY, ABU DHABI SMENTISCE

La petroliera, lunga 58 metri, era partita da Dubai e Sharjah, sulla costa occidentale degli Emirati, ed era diretta a Fujaira, su quella orientale, dall’altro lato dello stretto di Hormuz. «Secondo la legge internazionale, le forze iraniane si sono avvicinate» e «con l’aiuto di un rimorchiatore, l’hanno portata nelle acque iraniane per effettuare le riparazioni necessarie», ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri, Abbas Mousavi. Ma fonti emiratine sostengono di non aver ricevuto alcun allarme prima di perdere i contatti con la nave. Le autorità di Teheran hanno promesso ulteriori chiarimenti nelle prossime ore. Fonti della Difesa americana «sospettano» però che l’Iran abbia sequestrato la nave.

GLI USA SOSPETTANO UN SEQUESTRO

Secondo funzionari del Pentagono, al momento dell’ultimo contatto la nave si trovava in acque iraniane vicino all’isola di Qeshm, al largo del porto meridionale di Bandar Abbas, che ospita un’importante base dei Pasdaran. «Sospettiamo che sia stata presa. Potrebbe essere stata in avaria e rimorchiata per essere soccorsa? È una possibilità», ha detto la fonte della Difesa Usa, «ma se il silenzio dovesse protrarsi, ci sarà di che preoccuparsi». Accuse che giungono all’indomani delle minacce di rappresaglie lanciate dalla Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, per il sequestro da parte della Gran Bretagna della petroliera iraniana Grace 1 a Gibilterra, definito un atto di «pirateria».

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