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Alta tensione Usa-Iran dopo gli attacchi alle petroliere

Alta tensione Usa-Iran dopo gli attacchi alle petroliere

Trump accusa apertamente l’Iran. Per il Pentagono, un video dimostrerebbe il coinvolgimento di Teheran. Rohani nega tutto. Washington: «Non esclusa risposta militare».

14 Giugno 2019 07.31

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Ora anche Donald Trump è uscito allo scoperto. Il presidente statunitense ha accusato apertamente l’Iran di essere responsabile dell’attacco alle petroliere andate a fuoco il 13 giugno nel golfo dell’Oman. In un video fatto circolare dal Pentagono si vede quella che viene descritta come una imbarcazione con a bordo dei Guardiani della Rivoluzione iraniani intenti a rimuovere quella che sembra essere una mina magnetica inesplosa dal fianco della petroliera giapponese, la Kokuka Courageous, danneggiata probabilmente da un’altra mina.

Le immagini in bianco e nero circolano da ore sui media. Sul sito del Comando centrale Usa nel Golfo sono state pubblicate anche delle fotografie che mostrerebbero i danni alla petroliera e il punto della mina inesplosa. Parlando a Fox News, Trump ha attaccato direttamente Teheran: «Si vede l’imbarcazione, con una mina inesplosa e questo è firmato dall’Iran». Il presidente ha aggiunto che lo stretto di Hormuz non sarà chiuso – come minacciato di recente dall’Iran – ma se accadrà non sarà per molto

A puntare il dito contro Teheran è stato anche l’armatore giapponese della petroliera, che ha affermato che il suo equipaggio ha visto una unità iraniana nelle vicinanze, riferendo di aver notato «oggetti volanti» prima dell’esplosione. Durante una conferenza stampa, l’armatore ha anche escluso che la nave fosse stata colpita da un siluro, dicendo che i danni, secondo l’equipaggio, sarebbero provocati da «proiettili». La nave non è comunque a rischio di affondamento, ha spiegato il presidente Yutaka Katada.

L’IRAN RESPINGE LE ACCUSE

Da parte sua, l’Iran ha respinto «categoricamente» le accuse degli Usa. Lo ha comunicato la missione iraniana all’Onu sottolineando che «condanna nei temi termini più forti» tali affermazioni.

LA RUSSIA: «EVITARE CONCLUSIONI AFFRETTATE»

La Russia invita a evitare «conclusioni affrettate» sugli attacchi alle petroliere nel Golfo di Oman. «Riteniamo necessario», annuncia il ministero degli Esteri di Mosca, «trattenersi da conclusioni affrettate. Incolpare qualcuno di avere a che fare con questi incidenti prima della fine di un’indagine internazionale dettagliata e oggettiva non è accettabile».

LA LINEA DEGLI USA È «IRANOFOBA»

«Siamo preoccupati», riferisce il ministero degli Esteri russo, «per la tensione nel Golfo di Oman. Registriamo testimonianze di un inasprimento artificiale della situazione alla quale contribuisce notevolmente la linea iranofoba degli Usa. Invitiamo tutte le parti a contenersi. Non c’è alternativa a un dialogo diretto alla prevenzione di un ulteriore degrado della situazione nella regione del Golfo Persico. Condanniamo decisamente gli attacchi avvenuti, non importa chi stia dietro la loro organizzazione».

PER GLI USA «TUTTE LE OPZIONI SUL TAVOLO»

A chi gli chiedeva come gli Stati Uniti reagiranno, Trump ha risposto: «Vedremo cosa succederà». Tutte le opzioni restano sul tavolo, dunque non è esclusa nemmeno una risposta di tipo militare, come avevano anticipato fonti dell’amministrazione Usa riportate dai media americani.

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Commenti: 1

  1. Ogni volta gli americani hanno bisogno di una scusa. L’ultima volta erano le armi di distruzione di massa. Stavolta usano un profilo piú basso. Ma sempre li vanno a parare.
    PS: e noi ci preoccupiamo della Cina. Almeno loro, guerre in giro non ne fanno.

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