Il Pg della Cassazione Fuzio anticipa le dimissioni

Sarebbe dovuto andare via a novembre, ma ha deciso di farlo il 21 luglio. «Non sussistono le condizioni interne per garantire la piena funzionalità dell'Ufficio della Procura generale».

13 Luglio 2019 12.35
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Il Pg della Cassazione Riccardo Fuzio ha deciso di anticipare la sua uscita dalla magistratura: doveva restare sino al 20 novembre ma ha annunciato le dimissioni per il 21 luglio. In una nota ha detto di aver preso la decisione «con rammarico», dopo aver constatato che «non sussistono le condizioni interne per garantire la piena funzionalità della Procura generale» della Cassazione. La decisione è stata comunicata l’11 luglio al Csm, al ministero della Giustizia e ai colleghi della Procura generale.

INTERCETTATO CON PALAMARA

Il 4 luglio Fuzio aveva comunicato al presidente della Repubblica la sua decisione di andare in collocamento a riposo anticipato. Un passo indietro, apprezzato da Sergio Mattarellla, dopo le polemiche seguite alla pubblicazione dell’intercettazione di un colloquio tra lui e il pm romano Luca Palamara, indagato a Perugia per corruzione. Il Comitato di presidenza del Csm, di cui Fuzio è componente di diritto, gli aveva chiesto però di restare il tempo necessario alla nomina del suo successore.

NON È POSSIBILE ASPETTARE

Le ragioni per cui tutto questo non è più possibile sono spiegate in un comunicato diffuso dall’avvocata Grazia Volo, che assiste Fuzio nel procedimento che gli è stato intanto aperto a Perugia per rivelazione del segreto d’ufficio. «Il Procuratore generale Fuzio aveva aderito all’invito di garantire la continuità delle attribuzioni assegnate all’ufficio della Procura generale fino alla data del 20 novembre 2019». Ma «nella giornata dell’11 luglio 2019, avendo constatato che, nonostante la vicinanza della gran parte dei magistrati dell’Ufficio, non sussistono le condizioni interne per garantire la piena funzionalità dell’Ufficio della Procura generale nel rispetto dei criteri organizzativi, ha modificato la precedente decorrenza e, con rammarico, ha chiesto di essere collocato a riposo anticipatamente dal 21 luglio 2019».

«ATTO PER SPIRITO DI SERVIZIO»

L’avvocata di Fuzio ha definito la sua decisione «un atto per spirito di servizio per poi poter liberamente esprimere il proprio pensiero sulla intera vicenda». Il magistrato, interpellato dall’Ansa, ha poi aggiunto: «Ritengo necessario tutelare, con immediatezza, le delicate funzioni istituzionali affidate alla Procura generale e la serena funzionalità dell’intero Ufficio senza recare al contempo pregiudizio alla necessità di difendermi, con piena libertà di azione e libero da ogni dovere istituzionale che mi deriva dalla carica, dalle ingiuste accuse che da più fronti in queste ultime settimane mi vengono mosse».

IL CSM NON SI FERMERÀ

L’uscita anticipata dalla magistratura del Pg della Cassazione, non bloccherà comunque l’attività del Comitato di Presidenza del Csm. L’organo di vertice di Palazzo dei marescialli può andare avanti anche con due soli componenti, hanno spiegato in ambienti della magistratura. E in passato sarebbe già successo.

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