Piazza Fiom

Redazione
16/10/2010

Una piazza San Giovanni gremitissima (guarda la gallery) è stata teatro della manifestazione nazionale della Fiom. Una protesta pacifica che...

Piazza Fiom

Una piazza San Giovanni gremitissima (guarda la gallery) è stata teatro della manifestazione nazionale della Fiom. Una protesta pacifica che ha spazzato via le preoccupazioni della vigilia, dopo l’allarme di Maroni su possibili infiltrazioni di violenti. Due lunghi cortei hanno attraversato la capitale.«Sì ai diritti, no ai ricatti», lo slogan scelto dagli organizzatori. In testa gli operai di Pomigliano, ma tra i manifestanti erano molti anche gli studenti, gli insegnanti e i rappresentanti delle associazioni di volontariato tra cui Emergency, oltre ad esponenti dei centri sociali.
«Contateci voi» ha detto rivolto ai giornalisti il segretario generale Maurizio Landini, «ma non siamo mai stati così tanti come Fiom. E’ stata una piazza che unisce, con una partecipazione che non ha precedenti».  Tante le bandiere rosse tra i manifestanti e coloriti gli slogan: «Maroni uguale tessera del tifoso, Marchionne uguale tessera dell’operaio», e ancora «Il lavoro non si tocca», un più bellicoso «A noi il lavoro a voi la galera», e «Pomigliano non si piega». Contestazioni e insulti per il segretario della Cisl: «Bonanni sei un uovo marcio». «Il denaro è un buon servo e un cattivo padrone».

Attacco frontale al governo

 

Durissime le critiche dei dirigenti sindacali al Governo: «I ministri si devono vergognare» ha affermato il segretario della Fiom Maurizio Landini  «per quello che hanno detto e quando si arriva a invocare il morto siamo di fronte all’irresponsabilità totale».
Dopo Landini ha preso la parola Guglielmo Epifani: secondo il segretario della Cgil «Il Paese sta rotolando, da mesi è lasciato a sé stesso. Non si governa così la crisi». Epifani ha citato le statistiche di Bankitalia per sottolineare che «il tasso di disoccupazione non è quello che dice il Governo. Siamo arrivati all’assurdo di ministri che hanno accusato la Banca d’Italia di catastrofismo».
Tutto il discorso di Epifani è stato un attacco frontale alla politica economica dell’esecutivo: «L’edilizia è ferma, l’automobile va male, abbiamo metà della meccanica che è ferma, tanti artigiani che perdono qualsiasi prospettiva di lavoro. Solo al ministero dell’industria abbiamo 170 crisi aziendali per 200mila lavoratori». Epifani ha chiesto al governo di estendere e finanziare gli ammortizzatori sociali a partire dall’1 gennaio dell’anno prossimo, insistendo anche sul tema dell’iniquità fiscale: «Se non si fanno pagare le tasse a chi non le paga come possiamo crescere tartassando sempre gli stessi?».
Qualche fischio è partito dalla piazza quando Epifani si è riferito agli attacchi alle sedi Cisl per condannarli: «Attenzione, capisco la rabbia, ma una sede sindacale appartiene a tutti i lavoratori non ai segretari» ha replicato il leader Cgil, che rivolto alle decine di migliaia di tute blu ha assicurato: «Non vi lasceremo soli».
E sulla richiesta di uno sciopero generale salita a gran voce dalla piazza: «Dopo la manifestazione del 27 senza risposte adeguate proseguiremo con lo sciopero generale. E’ un’arma, non l’unica, che però va usata con intelligenza perchè è un grande sacrificio».

Ovazione per Vendola,  polemiche sul Pd

Acclamato tra i manifestanti il leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola, secondo il quale la protesta della Fiom «strappa il velo dell’affabulazione berlusconiana. Da qui riparte il cantiere del centrosinistra». Presente anche il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro che ha affermato: «Qui ci sono dei lavoratori e non dei delinquenti. I delinquenti sono coloro che non li ascoltano o che aizzano la violenza».
A titolo personale hanno sfilato nel corteo diversi esponenti del Pd, tra i quali l’ex segretario Cgil Cofferati, il senatore Ignazio Marino e il responsabile economia, Stefano Fassina. Non c’era il segretario Bersani che è intervenuto poi con una nota: «Quella che si è fatta sentire pacificamente a San Giovanni è una voce che va ascoltata. E tutte le persone responsabili che hanno a cuore l’Italia devono augurarsi che possano emergere posizioni comuni dal mondo del lavoro».
Un distinguo che non è piaciuto all’estrema sinistra. Secondo Oliviero Diliberto, leader del Pdci, «I dirigenti del Pd che non sono venuti non hanno compreso che qui c’è il nostro popolo».

Il centrodestra: clima da anni Settanta

«La piazza di oggi rappresenta un’Italia inadatta a governare. Rappresenta l’opposizione a sinistra di un segmento della società che dobbiamo mantenere nell’alveo democratico, ma che è ancora un retaggio di cose passate» ha commentato invece il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, parlando al XII Forum della Piccola Industria a Prato. Sacconi ha paragonato gli slogan della piazza a quelli degli anni 70, «i peggiori della mia vita, almeno, e forse di quelli che li hanno vissuti».
Secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno la manifestazione della Fiom «da un punto di vista politico ha un atteggiamento troppo segnato dall’ideologia per produrre effetti positivi. Da un punto di vista organizzativo invece nulla da dire».
Preoccupata la leader di Confindustria Emma Marcegaglia che ha sottolineato: «siamo già in una situazione economica complessa. Aggiungere a questo un clima di conflitto sociale sarebbe molto grave».