Morto il costumista Piero Tosi

Premio Oscar alla carriera nel 2013, ha lavorato con Visconti e Zeffirelli. Si è spento a Roma all'età di 92 anni.

10 Agosto 2019 11.14
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Si è spento il 10 agosto a Roma il costumista e premio Oscar alla carriera 2013 Piero Tosi: era nato a Sesto Fiorentino (Firenze) nel 1927. A darne notizia la Fondazione Franco Zeffirelli che ricorda la lungo amicizia e il proficuo sodalizio tra Tosi e il regista fiorentino. Tosi è stato storico costumista di Visconti.

Il costumista e scenografo Piero Tosi (D) con Maria Callas dietro le quinte di ” La sonnambula ” di Vincenzo Bellini, rappresentata al Teatro alla Scala con la regia di Luchino Visconti nel 1955. ANSA/E. PICCAGLIANI-FONDAZIONE TEATRO ALLA SCALA

Quando nel 2015 l’Academy gli conferì l’Oscar alla carriera, volle riassumere nel suo più prestigioso riconoscimento un omaggio al genio pienamente italico di uno straordinario creatore, ma anche la conferma per una scuola d’eccellenza tutta italiana che sa dare filo, stoffa, smalto e splendore alla creazione dei registi. Toscano, natio di Sesto Fiorentino, classe 1927, Tosi approda a Roma giovanissimo, chiamato da un conterraneo che crede in lui come Zeffirelli e che lo presenta alla corte del granduca Luchino Visconti. In realtà fa le sue prime prove a Firenze come costumista teatrale nel ’47 per “Il candeliere” diretto da Franco Enriquez, ma già due anni dopo Visconti lo chiama per il suo “Troilo e Cressida” allestito al Giardino di Boboli. I due si intendono immediatamente sul filo del gusto raffinato, della solida formazione del costumista diplomato all‘Accademia fiorentina di Belle Arti, dell’idea del costume come forma espressiva del personaggio. E non sarà un caso che proprio Visconti inizia Tosi al cinema nel 1953 con “Bellissima” in cui è chiamato a trasfondere il realismo d’ambiente e l’immagine di Anna Magnani in una creazione tanto naturalista quanto immediatamente riconoscibile. Da lì parte un sodalizio umano e artistico che vedrà Piero Tosi protagonista in ben 12 capolavori viscontiani (praticamente tutti fino a “L’innocente”), ma anche in teatro (memorabile la loro “Locandiera“) e nell’opera lirica da “Macbeth” a “La sonnambula”.

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