Cosa sono le pietre d’inciampo rubate a Roma

10 Dicembre 2018 14.32
Like me!

Venti pietre d'inciampo sono state divelte e rubate nella notte a Roma, in via Madonna dei Monti 82. Erano dedicate a 20 membri della famiglia Di Consiglio ed erano state installate a gennaio del 2012. Le pietre ricordano i cittadini deportati nei campi di concentramento e vengono poste davanti alle abitazioni da cui sono stati prelevati ebrei, oppositori politici e combattenti della Resistenza durante l'occupazione nazifascista. Il furto è stato denunciato dall'associazione "Arte in Memoria", che dal 2010 si occupa di sistemare le pietre nella Capitale.

LEGGI ANCHE: Cosa dice Amnesty sulla gestione dei migranti in Italia

IL PRECEDENTE DEL 2012

Non è la prima volta che a Roma vengono rubate le pietre d'inciampo. A gennaio del 2012 sono state divelte quelle collocate in via Santa Maria in Monticelli, di fronte alla casa da cui vennero deportate le sorelle Spizzichino, vittime della Shoah. I sampietrini con targa in ottone, che recano inciso il nome delle vittime, l'anno di nascita e di morte, erano stati collocati due giorni prima e sono stati sostituiti con normali cubi di porfido. L'autore del gesto si è rivelato poi essere un cittadino romano che ha ammesso le sue responsabilità, negando però la matrice antisemita del gesto: «Sembra un cimitero e non lo voglio davanti al mio portone».

LA PROCURA INDAGA PER FURTO AGGRAVATO DALL'ODIO RAZZIALE

La procura di Roma, tuttavia, la pensa diversamente e nel caso delle pietre dedicate alla famiglia Di Consiglio ha aperto un fascicolo per furto aggravato dall'odio razziale. L'indagine, condotta dai carabinieri, è stata affidata al procuratore aggiunto Francesco Caporale.

LA CONDANNA DELLA SINDACA RAGGI E DELLA SENATRICE SEGRE

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha definito il furto «un gesto inaccettabile che condanno con forza e profonda indignazione. La memoria esige rispetto». Mentre la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all'Olocausto, ha dichiarato: «Sono la presidente delle pietre di inciampo a Milano. Trovo che rubare lapidi che non hanno una tomba sia una cosa talmente orribilmente vigliacca che non ho parole. La pietra si può rimettere tutte le volte che si vuole, ma chi fa un gesto di questo genere lui è irripetibile per se stesso».

LE PIETRE NASCONO DA UN'IDEA DELL'ARTISTA TEDESCO DEMNIG

Le pietre d'inciampo prendono il nome da un passo del Nuovo Testamento, la Lettera ai Romani dell'apostolo Paolo di Tarso. Sono nate da un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig, finalizzato a contrastare l’oblio, il negazionismo e il revisionismo storico. L’inciampo rappresenta metaforicamente un invito alla riflessione. Le pietre, che misurano 10 per 10 centimetri, sono cubi di cemento che recano sul lato alto una targa in ottone. Non solo ebrei, ma anche omosessuali, sinti, rom, testimoni di Geova, disabili fisici e mentali, oppositori del regime nazista e membri della Resistenza. Il progetto artistico è stato avviato da Demnig a Colonia nel 1992 ed è tuttora in corso. L’autorizzazione alla posa è fornita dai Comuni, che hanno anche il compito di tutelarne la permanenza. Di fatto le pietre, più di 56 mila in 22 Paesi europei, costituiscono il più grande memoriale decentrato del mondo. In Italia sono presenti in 12 regioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *