Chi è Pietro Tatarella, il candidato alle Europee di Fi arrestato

Consigliere comunale a Milano e vicecoordinatore regionale di Forza Italia, 36 anni, è accusato di essere stato a libro paga di un imprenditore nell'inchiesta della Dda sugli appalti.

07 Maggio 2019 10.10
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Il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle Europee, è tra gli arrestati nell'operazione della Dda di Milano che ha tra i protagonisti, per uno dei filoni dell'inchiesta, l'imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, Daniele D'Alfonso della Ecol-Service srl, anch'egli arrestato. Tatarella è stato condotto direttamente in carcere e l'8 maggio ha annunciato le sue dimissioni: «Sono innocente, le contestazioni che mi sono state mosse sono infondate, ma ho deciso di dimettermi dal Consiglio comunale». Davanti al gip ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. L'altro membro di spicco di FI coinvolto, il consigliere regionale Fabio Altitonante, sottosegretario all'area Expo della Regione Lombardia, è agli arresti domiciliari.

«A LIBRO PAGA DI D'ALFONSO»

Tatarella sarebbe stato a 'libro paga' di D'Alfonso, da cui avrebbe ottenuto 5 mila euro al mese e in cambio l'avrebbe favorito negli appalti dell'Amsa, in particolare, e l'avrebbe introdotto in altri appalti a Varese e a Novara, dove sarebbe stato attivo il parlamentare di Fi Diego Sozzari. «Dove c'era l'Expo stiamo cercando di capire se riusciamo ad entrarci un po' pure noi», diceva il consigliere comunale in un'intercettazione.

NATO E CRESCIUTO A MILANO, 36 ANNI

Trentasei anni, un figlio, Tatarella è dagli anni '90 impegnato per FI, di cui è attualmente vice coordinatore regionale. È nato e cresciuto a Milano, nel quartiere periferico di Baggio, da papà falegname e mamma casalinga. «Milano è la mia città», dice la sua scheda in Comune, «qui sono nato, qui vivo con mia moglie e la mia cucciola di golden retriever e qui vedo il mio futuro». Per il Comune Tatarella è stato eletto due volte, la seconda con circa 5.500 preferenze. Come candidato alle Europee, il suo volto appare nei cartelloni elettorali sparsi per Milano. Non proprio una pubblicità positiva per Forza Italia a meno di 20 giorni dal voto.

GLI INCONTRI AL RISTORANTE "BERTI"

Sono diversi i filoni dell'inchiesta che ha portato a eseguire 43 ordinanze cautelari firmate dal gip Raffaella Mascarino. Uno di questi riguarda gli appalti targati Amsa, l'azienda dei rifiuti milanese e parecchie partecipate pubbliche. Un altro, il filone varesino e che ha come personaggio principale l'ex coordinatore provinciale di Varese Gioacchino Caianiello (anche lui tra i destinatari del provvedimento del gip Mascarino) riguarda il Piano di governo del territorio e le sue varianti. Ma per inquirenti e investigatori il personaggio principale dell'inchiesta è l'imprenditore D'Alfonso con la sua Ecol-Service, uno dei quali risponde dell'aggravante di aver favorito la 'ndrangheta, in quanto con gli appalti ottenuti in cambio di tangenti avrebbe dato lavoro agli uomini della famiglia calabrese dei Molluso di Buccinasco. Ed è lui che, secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, attraverso fittizie consulenze e altre utilità, avrebbe 'ricompensato' Tatarella con cui, come emerge dalle intercettazioni, si sarebbe incontrato da “Berti”, ristorante milanese non molto lontano dagli uffici della Regione e già venuto a galla in molte indagini milanesi, e che ora nel linguaggio degli indagati è diventato «la mensa dei poveri», definizione che ha dato il nome all'indagine della Dda.

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