Carlo Terzano

Non solo Pil: arrivano i fattori di felicità per studiare il benessere

Non solo Pil: arrivano i fattori di felicità per studiare il benessere

01 Marzo 2018 13.21
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Sempre più economisti concordano nell'affermare che il Pil (prodotto interno lordo) di un Paese non sia sufficiente a misurare il benessere dei cittadini (leggi le ultime rilevazioni dell'Istat: Pil del 2017 +1,5%). Sarebbero infatti molte le voci che sfuggono dal campionamento di quell'acronimo e avrebbero a che fare tutte – o quasi – con aspetti sociali e non squisitamente economici.

C'È POCO DA STARE ALLEGRI. Si può essere ricchi ma infelici per via dell'ambiente in cui si vive (magari ad alto tasso di inquinamento, criminalità, traffico, smog… insomma stress) o meno benestanti e decisamente più allegri. Allargando lo studio ad altri indicatori, le classifiche mutano considerevolmente: nel 2017 l'Italia rientrava nel 16% dei Paesi più ricchi, ma era solo al 48esimo posto (su 155) secondo il World Happiness Report.

ADESSO SI CALCOLA IL BES. A parità di Pil rispetto ad altre nazioni all'Italia mancano alcuni "fattori di felicità". Per questo, a partire dal 2018, Roma ha deciso di tenere conto sia del Pil sia del Bes, il benessere equo sostenibile. L'ultimo report dell'Ufficio valutazione impatto (Uvi) del Senato spiega cos'è e come si calcolerà.

1. Quattro indicatori introdotti nel 2017: altri otto a partire dal 2018

Il governo ha scelto di anticipare in via sperimentale già dal Documento di economia e finanza (Def) 2017 l’inserimento di un primo gruppo di indicatori:

  1. Un indice di diseguaglianza.
  2. Il reddito medio disponibile corretto.
  3. Il tasso di mancata partecipazione al lavoro.
  4. Le emissioni di CO2 e di altri gas clima-alteranti.

Gli altri otto indicatori devono essere introdotti a partire dal ciclo 2018 di finanza pubblica.

IL PAESE DELLA SPEREQUAZIONE SOCIALE. L'indice di diseguaglianza è una voce molto importante, perché ha come obbiettivo quello di comparare chi sta meglio con chi sta peggio. I poveri e i ricchi, insomma, sulla base dell'assunto che un Paese ad alto tasso di sperequazione sociale non è una nazione felice. Peraltro in Italia tale voce è in continua crescita da anni.

OLTRE AL REDDITO ANCHE I SERVIZI FORNITI. Il reddito medio disponibile corretto, invece, è dato dal rapporto tra il reddito disponibile delle famiglie aggiustato (inclusivo del valore dei servizi in natura forniti dalle istituzioni pubbliche e senza fini di lucro) e il numero totale di persone residenti, espresso in migliaia di euro.

TRA I DISOCCUPATI CONTA LO SCORAGGIAMENTO. Il terzo indicatore, il tasso di mancata partecipazione al lavoro, come dice il nome, campiona il rapporto tra il totale di disoccupati e le forze di lavoro potenziali tra i 15 e i 74 anni e la forza lavoro effettiva e potenziale, tenendo conto anche del dato dello "scoraggiamento" che concorre a creare i neet (chi non studia, non lavora e non cerca). Infine, l'ultimo parametro fa riferimento all'inquinamento.

2. I nuovi parametri in arrivo: monitorata anche l'obesità

Tra le voci in arrivo nel 2018, la prima sarà l'indice di povertà assoluta: percentuale di persone appartenenti a famiglie con una spesa complessiva per consumi inferiore al valore soglia di povertà assoluta, sul totale delle persone residenti. Gli indici differiscono a seconda del numero e dell'età dei componenti famigliari e del posto in cui vivono. Anche questo è un parametro importante ai fini di ottenere la migliore fotografia possibile del Paese se si considera che il dato risulta purtroppo in costante crescita.

SOVRAPPESO LEGATO AD ALTRE MALATTIE. La seconda voce introdotta sarà "Speranza di vita in buona salute alla nascita" che, come dice il nome, è il numero medio di anni che un bambino può aspettarsi di vivere in buona salute. La terza è stata rubricata come "Eccesso di peso". L'Uvi spiega che si è scelto di tenere sotto controllo fenomeni quali il sovrappeso e l'obesità in quanto risultano associati a malattie cerebro e cardiovascolari e dell'apparato muscolo-scheletrico, nonché a diabete, ipertensione, cancro, malattie del fegato o colecisti.

3. Scolarizzazione e differenza di genere sul lavoro: cosa cambia

Dal momento che una bassa scolarizzazione di norma conduce a un tenore di vita inferiore, a partire dal 2018 sarà tenuto in considerazione anche l'indice dell'uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione. L'indicatore peraltro rientra all'interno della strategia Europa 2020 che prevede di ridurre la quota di abbandoni scolastici al di sotto del 10% entro il 2020 a livello europeo (target nazionale: 16%) ed è calcolato come la percentuale della popolazione in età 18-24 anni che non frequenta corsi di istruzione né altre attività formative.

FOCUS SULL'OCCUPAZIONE DELLE DONNE. Attenzione alle differenze di genere verrà data nel “rapporto tra tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli”.

4. Giustizia: durata dei processi, tasso di criminalità e abusivismo edilizio

Nel Bes inciderà anche il tasso di criminalità, con riferimento ai delitti predatori (furti, rapine e borseggi).

IL PROBLEMA DEL PAESAGGIO DETERIORATO. Altri parametri che concorrono a misurare il benessere reale di una popolazione saranno: l'efficienza della giustizia civile e la misura dell'abusivismo edilizio, partendo dall'assunto che più il paesaggio risulta deteriorato più chi vi abita si sentirà triste.

5. Siamo sulla buona strada per capire come viviamo: ma non è sufficiente

Queste nuove voci, come è stato detto, incrociate con i dati del Pil, concorreranno a restituire agli osservatori una immagine più precisa e fedele del benessere del Paese. Ma, rilevano gli analisti dell'Uvi, le novità non dovrebbero esaurirsi ai nuovi indicatori. «Potrebbero essere inserite anche altre voci», si legge nel report, «sulle diseguaglianze determinate dall’earning handicap e dal conversion handicap di categorie svantaggiate, la qualità del trasporto pubblico locale, dei beni culturali, il turismo, la sanità».

E I NUOVI FENOMENI DI ALIENAZIONE? Infine «sarebbe opportuno tenere conto delle analisi comparate internazionali sulle determinanti della "soddisfazione di vita" (World Happiness Report e altri studi accademici) così da porre attenzione anche ai nuovi fenomeni di alienazione delle nuove generazioni».

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