Pil, nel 2017 +1,5%: rialzo massimo dal 2010

Pil, nel 2017 +1,5%: rialzo massimo dal 2010

01 Marzo 2018 10.06
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Il Pil italiano ha registrato nel 2017 un aumento dell'1,5%, rialzo massimo dal 2010 (+1,7%). Lo comunica l'Istat, rivedendo al rialzo la stima basata sulla media dei quattro trimestri (+1,4%). Rispetto al 2016 l'accelerazione è netta (la crescita nel 2016 è stata dello 0,9%). Si tratta, infatti, dell'incremento maggiore dal 2010, quindi da sette anni. Il dato è in linea con le indicazioni del Governo, che nella Nota di aggiornamento al Def ha previsto un rialzo dell'1,5%. «Abbiamo ricevuto dall'Istat dei dati molto incoraggianti per la nostra economia, non solo per conferma crescita finalmente rilevante, ma anche perché udite udite, cala il debito pubblico», ha detto il premier Paolo Gentiloni. «Con i dati 2017 l'Istat ci dice cose importanti sul frutto del lavoro di questi anni: Pil +1,5 (massimo dal 2010), deficit in calo all'1,9%, debito in calo al 131,5%, tasso di occupazione 51,8% (ai massimi dal 2008)», ha scritto su Twitter il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Il rapporto debito-Pil dell'Italia è risultato nel 2017 pari al 131,5%, in calo rispetto al 132,0% del 2016. Il dato è lievemente migliore rispetto alle indicazioni del Governo, che nella Nota di aggiornamento al Def ha previsto un rapporto in calo al 131,6%. L'avanzo primario è ancora una volta positivo salendo all'1,9% dall'1,5% del 2016. Il saldo è positivo da 8 anni consecutivi.

RAPPORTO DEFICIT-PIL AL 1,9%. Il rapporto deficit-Pil nel 2017 è sceso all'1,9%, a fronte del 2,5% dell'anno precedente. Il dato è inferiore alle indicazioni del Governo, che nell'aggiornamento al Def prevedeva un deficit al 2,1% del Pil. Il risultato del 2017, il migliore da 10 anni, non include, spiega l'Istat, la contabilizzazione degli effetti dei salvataggi delle banche venete: "per definirli si attende la valutazione di Eurostat, richiesta con procedura formale", sottolinea l'Istituto di statistica.

SALE LA DISOCCUPAZIONE. La disoccupazione a gennaio risale all'11,1% (+0,2 punti percentuali rispetto a dicembre). Continua l'Istat, spiegando che il tasso non aumentava da luglio scorso. La stima delle persone in cerca di occupazione torna a crescere (+2,3%, +64 mila) dopo cinque mesi consecutivi di calo. Tuttavia risultano in discesa su base annua (-147 mila). Si contano così 2 milioni e 882 mila disoccupati.

MA SCENDE QUELLA GIOVANILE E QUELLA FEMMINILE. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni a gennaio scende al 31,5% (-1,2 punti). Si tratta del minimo da dicembre 2011 quando era pari al 31,2%. Sul fronte dell'occupazione l'Istituto segnala «la forte crescita» per gli under 25, che su base mensile salgono di 61 mila unità (+6%), attestandosi a 1 milione e 74 mila occupati. Tanto che il tasso di occupazione giovanile sale al livello più alto da ottobre 2012 (18,3%). A gennaio l'occupazione femminile ha toccato un record storico, salendo al 49,3%. D'altro canto il tasso di inattività delle donne è sceso al 43,7%, anche in questo caso un minimo assoluto. Il tasso di occupazione delle donne resta comunque di quasi 20 punti percentuali inferiore a quello degli uomini (67%).

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