Il Pil italiano resta immobile nel secondo trimestre

Nessuna variazione sia rispetto ai tre mesi precedenti che su base annua. Per l'Istat prosegue la fase di sostanziale stagnazione.

31 Luglio 2019 12.18
Like me!

Il Pil italiano nel secondo trimestre del 2019 è rimasto fermo sia rispetto ai tre mesi precedenti che su base annua. Lo ha rilevato l’Istat nelle consuete stime (dati corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati). Si sono registrate quindi variazioni nulle e ‘crescita zero’, in entrambi i confronti: congiunturale e tendenziale. La crescita zero è comunque migliore rispetto alle attese degli analisti, che secondo il sondaggio condotto dell’agenzia Bloomberg in media si attestavano a -0,1%, sia per il congiunturale che per il tendenziale.

PROSEGUE LA SOSTANZIALE STAGNAZIONE

Il Prodotto interno lordo dell’Italia, si legge, è risultato «stazionario», rallentando dopo il «marginale recupero» congiunturale del primo trimestre dell’anno. In termini tendenziali invece si è registrata una, sempre lieve, accelerazione: la crescita zero succede a un Pil negativo per lo 0,1%. Per l’Istat continua così la «fase di sostanziale stagnazione», visto che per il quinto trimestre consecutivo la variazione congiunturale si è attestata intorno allo zero.

QUARTA FLESSIONE CONSECUTIVA PER LA DISOCCUPAZIONE

I dati sul Pil hanno seguito di poche ore quelli sull’occupazione, con la disoccupazione che a giugno ha segnato la quarta flessione consecutiva, scendendo al 9,7%, in calo di 0,1 punti percentuali su maggio. L’Istat ha spiegato come si tratti del tasso più basso da gennaio del 2012, ovvero da sette anni e mezzo. Bene anche la disoccupazione giovanile (15-24anni) che è scesa al 28,1%, in calo di 1,5 punti percentuali. Si tratta del tasso più basso dall’aprile del 2011.

PER CONFINDUSTRIA L’ANNO È COMPROMESSO

Il dato dato sulla crescita zero nel secondo trimestre «non ci sorprende, sono molti mesi che vediamo l’economia italiana sostanzialmente ferma», ha commentato il capoeconomista di Confindustria Andrea Montanino. «Vediamo qualche piccolo segnale positivo che potrebbe ripercuotersi sull’andamento del Pil ma difficilmente nel 2019 andremo oltre la crescita zero che avevamo previsto o solo di qualche decimale». E avverte: «Anche se avessimo una seconda parte del 2019 più positiva ormai l’anno è compromesso».

«FORSE CREIAMO OCCUPAZIONE A BASSO VALORE AGGIUNTO»

«Considero interessanti i dati sull’occupazione, perché sono positivi», ha detto Montanino che spiega: «Non si riflette sul Pil, forse stiamo creando occupazione a basso valore aggiunto. La sensazione è che sia occupazione in servizi a basso valore». Così «stiamo trasformando la nostra economia da manifatturiera, che crea valore aggiunto, a servizi a basso valore».«Stiamo tornando indietro» con «servizi a basso valore, orari più flessibili, più occupati ma meno ore di lavoro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *