L’Ue prevede per l’Italia crollo del Pil e recessione

Redazione
06/05/2020

Nel 2020 prodotto interno lordo a -9,5% e deficit all'11%. Ripresa nel 2021. Peggio di noi solo la Grecia. Tutta colpa del coronavirus.

L’Ue prevede per l’Italia crollo del Pil e recessione

Pandemia e lockdown spingeranno l’economia italiana in una «profonda recessione, con una rimbalzo tecnico nella seconda metà del 2020, sostenuto dalle misure del governo, e una parziale ripresa nel 2021». Sono le stime economiche della Commissione Ue che vedono il Pil italiano contrarsi del 9,5% nel 2020, e rimbalzare al 6,5% l’anno successivo. Quindi il deficit italiano, che nel 2019 all’1,6% ha segnato uno «storico livello basso», causa coronavirus raggiungerà l’11% nel 2020 per poi calare al 5,5% nei 12 mesi successivi. Conseguenze anche sull’avanzo primario che «sarà negativo per la seconda volta dall’adozione dell’euro, pesando fortemente sul debito nel 2020». Debito che, stabile al 134,8% nel 2019, «raggiungerà il 159% nel 2020 e scenderà al 153,5% nel 2021, principalmente per dinamiche del Pil». Tutto questo a patto che a maggio ci sia una «ripresa delle attività economiche, con graduale normalizzazione».

TURISMO TRA I SETTORI PIÙ COLPITI NEL 2020

D’altronde «il lockdown ha messo un brusco freno ai consumi privati», e si prevede un altrettanto«brusco rimbalzo nella seconda metà dell’anno», scrive la Commissione. «Misure di sostegno al reddito e bassa inflazione dovrebbero sostenere le spese delle famiglie, tuttavia solo parzialmente a causa del graduale allentamento delle misure di contenimento». Inoltre, «in pieno crollo di domanda, drenaggio dei flussi di cassa e elevata incertezza, le imprese probabilmente ridurranno la spesa per investimenti, mentre misure come il sostegno alla liquidità dovrebbero limitare il numero di fallimenti». A causa del contrarsi dei mercati, l’export italiano avrà un «calo sostanziale» delle esportazioni, con «il turismo tra i settori più colpiti».

RIPRESA CON TANTE INCOGNITE NEL 2021

Nel 2021, però «le esportazioni dovrebbero riprendere in linea con il commercio globale». Tornerò a salire anche il Pil dell’Ue «supponendo che le misure di contenimento verranno gradualmente tolte», che a quel punto «la pandemia rimanga sotto controllo» e che «le misure fiscali e monetarie senza precedenti messe in campo dagli Stati membri e dall’Ue abbiano effetto nell’attenuare l’impatto economico immediato della crisi, nonché limitare i danni permanenti al tessuto economico».

PIL A -9,7% PER LA GRECIA NEL 2020

A registrare il maggiore crollo del Pil nel 2020 sarebbe, secondo le stime, la Grecia, con una flessione del 9,7% ma l’Italia, con un calo del -9,5%, si piazzerà comunque in seconda posizione. Al terzo posto la Spagna (-9,4%) mentre la Francia registrerà il quinto maggior calo (-8,2%). La Germania dovrebbe invece cavarsela con una flessione del 6,5% classificandosi 18ma nell’Ue dove sarà la Polonia (-4,3%) a subire il danno minore. Per il Paese di Angela Merkel «sarà comunque la sua recessione più profonda dal Dopoguerr», spiega commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni. «La mancanza di domanda e le interruzioni nelle catene del valore dovrebbero ostacolare gravemente le esportazioni del Paese».