Pillola contraccettiva gratis: a chi è rivolta

Redazione
03/11/2023

Secondo la recente decisione del Cda, potranno usufruirne solo le donne al di sotto dei 26 anni di età, e i medicinali dovranno essere dispensati nei consultori o comunque in strutture pubbliche.

Pillola contraccettiva gratis: a chi è rivolta

Si è riunito martedì 31 ottobre, il consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), per decidere in merito alla gratuità della contraccezione ormonale femminile. Dallo scorso mese di aprile, quando la Commissione tecnico scientifica (Cts) e il Comitato prezzi e rimborsi (Cpr) dell’ente regolatorio avevano reso il loro parere positivo a questa opzione, senza limiti di età, l’argomento era stato al centro di diverse polemiche. Secondo la recente decisione del Cda, la pillola potrà essere resa gratuita solo al di sotto dei 26 anni di età, e i medicinali dovranno essere dispensati nei consultori o comunque in strutture pubbliche. Verrà pertanto seguito l’esempio di Regioni come Lazio e Toscana, nelle quali la contraccezione ormonale viene già dispensata gratuitamente alle giovani fino ai 26 anni. Un orientamento che dovrà essere ora ratificato in una delibera del Cda.

L’impatto sulla spesa e la tenuta finanziaria

Sulle valutazioni degli scorsi mesi, si era espresso il ministro della Salute, Orazio Schillaci, sottolineando che: «Data l’importanza sociale della procreazione consapevole e specie in alcune fasce di età e di condizione socio-economica, Aifa sta valutando compiutamente la problematica relativa all’erogazione gratuita dei farmaci anticoncezionali. Valutazioni che non possono prescindere da ogni questione di compatibilità della tenuta finanziaria delle scelte operate nel settore farmaceutico, per l’impatto sulla spesa a carico del Fondo sanitario nazionale». Inoltre, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, aveva precisato che: «Il Consiglio di Amministrazione dell’Aifa dovrà garantire che la gratuità della pillola anticoncezionale per tutte le donne non comporti uno sforamento del tetto della spesa farmaceutica».

Il ricorso alle due commissioni tecniche

Proprio in virtù di queste indicazioni, il Cda aveva chiesto alle due commissioni tecniche di riprendere in mano il dossier, considerando varie opzioni di apertura alla gratuità, con i relativi costi, inizialmente stimati in 140 milioni di euro, ridotti a una cifra molto inferiore. Come riportato in un comunicato dell’Agenzia a maggio: «Il Consiglio di amministrazione di Aifa ha preso atto che le Commissioni consultive dell’agenzia non hanno ancora elaborato precise indicazioni sulle fasce di età a cui concedere gratuitamente la pillola anticoncezionale, sulle modalità di distribuzione e sui costi per il Sistema Sanitario Nazionale nei vari scenari di adozione della rimborsabilità. Per esempio, per tutte le donne in età fertile, per le donne che versano in condizioni economicamente disagiate o per le giovani fino a 19/26 anni come avviene in alcuni Paesi europei e nelle 6 regioni italiane che offrono gratuitamente la pillola anticoncezionale».