La storia di successo dei Pinguini Tattici Nucleari

Francesco Ruffinoni
19/01/2019

Nati 9 anni fa in Val Seriana, nella Bergamasca, ora il gruppo ha firmato con Sony ma resterà fedele alla sua anima indie. Parola del tastierista Elio Biffi. 

La storia di successo dei Pinguini Tattici Nucleari

Tutto inizia nel 2010, in Val Seriana (provincia di Bergamo), quando cinque adolescenti, interessati allo scenario underground, si radunano per suonare cover di canzoni di Chiesa e di cartoni animati, tutte rigorosamente rivisitate in versione metal. Si forma così una band che, una sera, dopo aver scoperto (e assaggiato) per caso, in un pub bresciano, la Tactical Nuclear Penguin (una stout scozzese ad alta gradazione), decide di chiamarsi, in onore di quella birra, Pinguini Tattici Nucleari. Dal 2010, il gruppo guidato da Riccardo Zanotti, voce, autore dei testi e frontman del gruppo, ne ha fatta di strada: nel 2014, il primo disco (Il re è nudo), seguito, nel 2015, dalla vittoria di Nuovi Suoni Live, il concorso musicale indetto dal Comune di Bergamo per giovani emergenti, che permette loro di dar vita a Diamo un calcio all’aldilà (2016), mentre, dello scorso novembre, la loro partecipazione alla festa per i sette anni de La Lettura del Corriere della Sera. Il 18 gennaio esce il singolo Verdura, anticipazione del loro quarto album (Fuori dall’hype) previsto per la prossima primavera. Fresche novità firmate Sony, con cui la band ha siglato un contratto ai primi di gennaio.

IL MANIFESTO SULL'ESSERE MUSICISTI DI PROVINCIA

«Il singolo che uscirà il 18 gennaio è il primo pezzo che abbiamo prodotto per Sony, con la supervisione di Fabrizio Ferraguzzo, già produttore di Fedez e dei Måneskin», racconta a Lettera43.it Elio Biffi, tastierista 24enne della band. «Dal punto di vista musicale, sarà una canzone molto particolare: una produzione decisamente più asciutta e sintetica. Per la prima volta nella nostra carriera, abbiamo utilizzato una batteria elettronica. Il testo, secco, potente e pensato per essere cantato a gran voce dai nostri fan, parla di un amore sconfitto». Anche l’intero album, che segue Gioventù brucata (2017) e che uscirà in concomitanza con l’inizio del loro tour (fra le date, anche quella del 15 aprile all’Alcatraz di Milano), sarà un po’ diverso rispetto alle sonorità tipiche a cui i loro ammiratori sono abituati. «Il disco rivelerà un sound più leggero», spiega Biffi che, oltre a quello con i Pinguini, porta avanti un progetto folk tutto suo con Servi Disobbedienti, band da lui fondata in cui suona la fisarmonica, «toccheremo meno il mondo del rock e del metal e daremo spazio più al pop, al funk e al reggae. Saranno presenti svariate canzoni d’amore, ma anche pezzi che rifletteranno sulle difficoltà della società postmoderna contemporanea. Fuori dall’hype, la title track, è un manifesto musicale sull’essere musicista di provincia».

UN SUCCESSO AIUTATO DAI SOCIAL

​Un successo, quello dei Pinguini, reso possibile anche grazie all’uso dei social network. «L’autunno scorso, ci siamo affidati a un’agenzia di organizzazione eventi: la BPM Concerti», dice Biffi, «Gianrico Cuppari, la persona che ci seguiva, è diventato il nostro manager. Da qui, il salto di qualità. Ma alla base della svolta, c’è anche la realtà tecnologica in cui viviamo. Del resto, noi siamo figli dell’epoca digitale: Spotify, YouTube, Instagram e Facebook sono stati canali fondamentali per diffondere le nostre canzoni e per aumentare il numero dei nostri follower. È anche per merito dei social network che ora tutti i componenti della band possono fare i Pinguini a tempo pieno: il web ci ha dato grande visibilità».

LEGGI ANCHE: I dischi di "nicchia" dello scorso anno da non perdere

Social network che si sono rivelati utili anche per le Feste Pinguine di Preascolto, in cui la band ha presentato, in anteprima, due nuovi pezzi. «I fan che hanno partecipato alle due serate a Roma e Milano sono stati selezionati in un modo speciale», continua Biffi. «Si poteva infatti acquistare un ingresso per due persone, partecipando alla raccolta fondi del WWF “Adotta un pinguino”: adottando un pinguino tramite il sito dell’associazione si poteva partecipare all’evento. Oppure si poteva documentare una buona azione e postarla su Instagram con l’hashtag #buoneazioni. Gli autori delle più meritevoli hanno avuto la possibilità di accedere all’evento. Sono state due belle serate: un momento di condivisione che ci ha permesso di ottenere un feedback immediato sulle nuove canzoni presentate».

IL CONFRONTO CON LE «POTENZE INTERGALATTICHE»

Un giro di boa, quello dei Pinguini Tattici Nucleari, che non sembra, però, aver modificato il loro spirito. «Ci hanno sempre identificato come band indie, che produceva musica con etichette indipendenti, libera dai circuiti delle grandi major e, in effetti, qualche critica c’è stata», dice il tastierista, «ma, a dire la verità, pensavo peggio. Del resto, non siamo la prima band del mondo autoprodotto che si confronta con i grandi gruppi discografici. Continueremo imperterriti a portare avanti il nostro immaginario di under 30 e le tematiche a noi più care: in primis, quelle del fallimento e della sconfitta, ovviamente non riconducibili a pesanti forme di disagio o emarginazione, bensì alla certezza di sentirsi, sempre più spesso, inadeguati. Soprattutto per noi che, venendo da una piccola città del nord Italia, ci troviamo a far fronte ad un mondo in continuo cambiamento. Sony è un passaggio importante per la nostra carriera, ma, come già scritto su Facebook: prima eravamo una nave pirata, ora siamo una nave corsara al soldo di una potenza intergalattica. Quello che posso assicurare è che l’equipaggio è ancora quello e che non perderemo la voglia di andare all’arrembaggio con la stessa attitudine battagliera di sempre».