Perquisizioni della Guardia di Finanza al Pio Albergo Trivulzio e altre Rsa del Milanese

Redazione
14/04/2020

L'inchiesta aperta sulla Baggina vede il dg Calicchio indagato per epidemia e omicidio colposi. Controlli anche nelle strutture di Cesano Boscone e Settimo Milanese.

Perquisizioni della Guardia di Finanza al Pio Albergo Trivulzio e altre Rsa del Milanese

La Guardia di Finanza di Milano sta effettuando perquisizioni nelle sedi del Pio Albergo Trivulzio nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura dove risulta indagato per epidemia e omicidio colposi, come atto dovuto per fare perquisizioni e accertamenti, il direttore generale Giuseppe Calicchio.

Gli investigatori stanno acquisendo una «ingente mole di documenti» tra cartelle cliniche, documenti cartacei e informatici, tra cui email.

Le perquisizioni e le acquisizioni di documenti in corso sul fronte delle Rsa riguardano anche altre strutture, oltre al Pio Albergo Trivulzio. Per ora la squadra di polizia giudiziaria, guidata da Maurizio Ghezzi, del dipartimento coordinato dall’aggiunto Tiziana Siciliano è entrata anche negli uffici della Sacra Famiglia di Cesano Boscone e in una residenza a Settimo Milanese.

I FRONTI DELLE INDAGINI

Già sentito in videoconferenza dagli ispettori del ministero della Salute, Calicchio si è difeso spiegando di aver seguito regole e protocolli, anche regionali e ministeriali. E col suo legale, Vinicio Nardo, si è detto pronto a fornire «ogni chiarimento» ai pm. Sia in questo fascicolo, che negli altri sulle Rsa milanesi, gli inquirenti, con gli investigatori del Nas dei carabinieri e della Gdf, dovranno lavorare su più fronti: dalle analisi sulle centinaia di morti per sospetto Covid fino all’assenza di tamponi e di mascherine e alle presunte minacce agli infermieri che le utilizzavano. E ancora le eventuali omissioni nei referti e nelle cure fornite.

LA PRESUNTA COMMISTIONE DI PAZIENTI COVID E ANZIANI

Tra i punti su cui si concentrano le indagini della Procura di Milano sul Pat, così come sulle altre Rsa milanesi, ci sono anche gli effetti della delibera regionale dell’8 marzo che dava la possibilità alla strutture, su base volontaria, di ospitare pazienti Covid dimessi dagli ospedali, perché si era reso «necessario liberare rapidamente i posti letto degli ospedali per acuti (terapie intensive, sub intensive, malattie infettive, pneumologia, degenze ordinare)». A seguito di quella delibera, il Trivulzio ha assunto il ruolo di centro di ‘smistamento‘ di questi pazienti nelle altre strutture e, invece, formalmente non ha mai ricevuto pazienti colpiti da coronavirus. La Regione aveva disposto, comunque, che quei pazienti dovessero essere accolti nelle case di riposo in strutture separate rispetto a quelle in cui sono ospitati gli anziani.