Pirati fai da te

Emilio Mango
26/01/2011

In rete kit per diventare veri hacker in poche mosse.

Pirati fai da te

È un po’ come se si potessero prendere a noleggio grimaldello e piede di porco, con tanto di garanzia e sostituzione in caso di prodotto difettoso. Un recente studio di Symantec, una delle multinazionali impegnate nel settore della sicurezza informatica, ha rivelato che i semplici virus sono passati di moda. Al loro posto stanno prendendo sempre più piede i “kit di attacco”: programmi software che possono essere sfruttati da professionisti del crimine hi-tech ma anche da principianti e che consentono di attaccare molti computer contemporaneamente passando per il web. 
COME VERI PROFESSIONISTI. I kit contengono anche le istruzioni per sfuggire alle indagini e per personalizzare gli attacchi in modo da ottenere il risultato voluto. Ma l’aspetto più paradossale è che acquistando questi kit (il prezzo varia da poche decine a migliaia di dollari) si ha diritto anche agli aggiornamenti del software e a un, sia pur clandestino, servizio di assistenza tecnica.
UN MERCATO SOMMERSO. Insomma, quello del crimine informatico è diventato un vero e proprio mercato sommerso, che segue le leggi della domanda e dell’offerta. Tanto per fare un esempio, nel 2006 il famoso kit Webattacker era venduto a soli 15 dollari. Oggi, Zeus 2.0, uno dei più temibili, ha un costo superiore agli 8.000 dollari. 
Secondo Symantec, i kit di attacco sono talmente diffusi che da essi proviene oggi il 61% delle minacce individuate sulla rete mondiale. Una fonte di denaro sporco decisamente preoccupante, se è vero che nel settembre del 2010, per citare un caso clamoroso, è stata arrestata una cyber-gang che, usando un kit, aveva già rubato oltre 70 milioni di dollari da una banca online e che per ben 18 mesi ha continuato a vendere account rubati.