Più Italia porporata

Redazione
20/10/2010

Moltissima Italia, tanta Europa, un poco d’Africa e le briciole agli altri. Questo il volto del Concistoro annunciato da Benedetto...

Più Italia porporata

Moltissima Italia, tanta Europa, un poco d’Africa e le briciole agli altri. Questo il volto del Concistoro annunciato da Benedetto XVI per il prossimo 20 novembre: tra le nuove 24 porpore cardinalizie, ben dieci sono italiane; otto su venti tra i nuovi votanti in un eventuale Conclave. E la Curia romana conquista una quota pari a un terzo del collegio.
Nella lista di nomi spicca un volto popolare come quello di Gianfranco Ravasi, il grande biblista e teologo, ebraista e archeologo, in passato prefetto della biblioteca Ambrosiana di Milano e dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Esclusi invece, smentendo le previsioni della vigilia, l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori , fedelissimo di Camillo Ruini, e il nuovo arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia. Benedetto XVI ha rispettato il costume in base al quale nelle diocesi «cardinalizie» non riceve la porpora l’arcivescovo che abbia ancora il predecessore elettore, con meno cioè di 80 anni. Una stessa città, insomma, non può avere due cardinali elettori. Proprio per questo riceverà invece la porpora l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo. Una scelta salutata con gioia ed emozione nella diocesi siciliana.

La Curia conquista posizioni

Se l’evangelizzazione procedea passo veloce soprattutto nei Paesi più poveri, quando si tratta di porpore si conferma la vecchia regola che vuole il Vecchio Continente, preda di una grave secolarizzazione in tante accorate denunce vaticane, fare la parte del leone: entrano infatti nel collegio degli elettori ben 11 europei (oltre agli otto italiani lo svizzero Koch, il polacco Nycz e il tedesco Marx) un solo asiatico (Ranjith), quattro africani, due statunitensi, un ecuadoregno e un brasiliano. Guardando ai blocchi nazionali  in un eventuale Conclave
gli italiani consolidano il loro primato passando da 19 a 27 mentre gli Stati Uniti salgono da 13 a 15.
Con il nuovo Concistoro, i cardinali diventano complessivamente 203, di cui 121 elettori. E di questi ben 40 ricoprono o hanno ricoperto
incarichi nella Curia Romana. Molti anche sono legati al Papa da rapporti di stima e conoscenza: così il più giovane, il 57enne tedesco Rehinard Marx, successore di Ratzinger alla guida della diocesi di Monaco, e il più anziano, il grande musicista Domenico Bartolucci, caro al Papa per la fermezza con la quale ha difeso il Gregoriano dagli assalti postconciliari.

Ma quattro sono ultraottantenni

Scorrendo la lista dei nuovi cardinali elettori spiccano altri nomi, come Angelo Amato, prefetto delle Cause dei Santi, l’americano Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura Apostolica, Velasio De Paolis, presidente della Prefettura degli Affari economici, lo svizzero Kurt Koch, capo dicastero per l’Unita’ dei Cristiani, Paolo Sardi, pro-patrono dell’Ordine di Malta, l’egiziano Antonios Naguib, patriarca di Alessandria dei Copti.
Tra i quattro neo-porporati con più di 80 anni di età, e quindi non votanti, oltre a Bartolucci c’è un altro volto noto alle cronache giornalistiche: è quello di Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita e fiero avversario della bioetica laica. E nonostante la carica di nuove porpore italiane, il tam tam dei sacri palazzi già ragiona sulla prossima tornata: quella a cui potrebbero prender parte, tra gli altri, i presidenti di pontifici consigli come Rino Fisichella (Nuova evangelizzazione); Claudio Maria Celli (Comunicazioni); Antonio Maria Vegliò (Immigrati) e Francesco Coccopalmerio (Testi legislativi).