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Mondiali 2022 al Qatar: Platini fermato per corruzione

Mondiali 2022 al Qatar: Platini fermato per corruzione

L’ex giocatore della Juventus ed ex presidente Uefa sorvegliato a vista in caserma a Nanterre. Nell’inchiesta coinvolti ex consiglieri di Sarkozy.

18 Giugno 2019 10.45

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L’ex campione della Juve ed ex presidente dell’Uefa Michel Platini è stato fermato con l’accusa di corruzione per l’assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar. Attualmente è in stato di fermo presso l’anticorruzione della polizia di Nanterre. Sarà interrogato in relazione all’inchiesta su «presunti atti di corruzione attiva e passiva di dipendenti non pubblici» nelle procedure di assegnazione dei Mondiali. Sono coinvolti nella vicenda anche Sophie Dion e Claude Gueant, ex consiglieri di Nicolas Sarkozy quando era presidente della Repubblica. Gueant, ex segretario generale dell’Eliseo, è stato interrogato a piede libero.

IL PRANZO CON I QATARIOTI NEL 2010

L’inchiesta ha preso il via nel 2016 e Platini – che ha ammesso in passato di aver votato in favore del Qatar nel dicembre del 2010 – era già stato ascoltato come testimone nel 2017. Gli inquirenti, sottolinea Le Monde, si interessano in particolare al pranzo organizzato il 23 novembre 2010 all’Eliseo, in presenza di Sarkozy, Platini, dell’attuale emiro qatarino Tamim Ben Hamad Al Thani e dell’allora primo ministro Hamad Ben Jassem. A quel pranzo, continua il quotidiano francese citando proprie fonti, erano presenti anche Dion e Guéant. Guéant è già stato condannato in passato per sottrazione di fondi pubblici e chiamato direttamente in causa nella vicenda dei presunti finanziamenti di Muammar Gheddafi alla campagna per le presidenziali di Sarkozy nel 2007, vicenda per la quale lo stesso ex presidente è finito sotto inchiesta.

LA DIFESA: «ESTRANEO AI FATTI»

Platini «non ha assolutamente niente da rimproverarsi e afferma di essere totalmente estraneo ai fatti», riferisce un comunicato dei collaboratori dell’ex presidente dell’Uefa. «Non si tratta in alcun modo di un arresto ma viene ascoltato come testimone, in una condizione voluta dagli inquirenti che permette di evitare che le persone ascoltate possano accordarsi fuori dalla procedura», precisa il comunicato diffuso dai media francesi.

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