Pmi, la contrazione non si ferma

Redazione
25/08/2012

L’indice Pmi composito sulla produzione nell’eurozona è risultato quasi invariato in agosto a 46,6 punti, da 46,5 a luglio, segnando...

L’indice Pmi composito sulla produzione nell’eurozona è risultato quasi invariato in agosto a 46,6 punti, da 46,5 a luglio, segnando la settima contrazione consecutiva del settore privato nella regione. Lo comunica il provider di informazione Markit precisando che la produzione si è ridotta sia nel manifatturiero sia nel terziario. La riduzione delle attività totali si è estesa in tutta l’area di eurolandia con contrazioni che evidenziano un tasso in rallentamento in Francia e in rafforzamento in Germania. Secondo Chris Williamson, capo economista di Markit, l’indice di agosto «rafforza l’idea oramai comune che l’economia cadrà nuovamente in recessione nel terzo trimestre 2012. Nell’insieme i valori di luglio e agosto sarebbero storicamente in linea con un calo del Pil di circa lo 0,5-0,6% su base trimestrale, il che significa che ci vorrebbe un forte rimbalzo a settembre per cambiare queste previsioni».
INDICE AI MINIMI DA DUE MESI. Guardando agli altri dati resi noti da Markit, l’indice Pmi delle attività terziarie in eurolandia si colloca a 47,5 punti in agosto (47,9 a luglio), pari ai minimi dei due mesi, e l’indice Pmi manifatturiero a 45,3 (44 a luglio), ai massimi degli ultimi 4 mesi. L’indice della produzione manifatturiera sale a 44,6, da 43,4 a luglio, ai massimi su due mesi. In dettaglio l’indice dei direttori degli acquisti in Germania sale in agosto a 45,1 (da 43), mentre quello dei servizi scende a 48,3 (da 50,3), ai minimi degli ultimi 37 mesi, e quello aggregato che si basa sull’indice della produzione della produzione e dei servizi cala a 47, da 47,5 il mese precedente, ai minimi degli ultimi 38 mesi. Tim Moore, analista di Markit, indica che “la Germania nel terzo trimestre si trova davanti a forti venti contrari” e sottolinea le preoccupazioni legate all’accelerazione del calo degli ordini all’export. In Francia l’indice dei direttori degli acquisti è salito in agosto a 48,9 (da 47,9 a luglio), l’indice dei servizi a 50,2 (da 50) e la produzione manifatturiera si colloca a 46,2 (da 43,4).
LA CRISI È GUIDATA DAL MANIFATTURIERO. Markit osserva che, «mentre la Francia ha evitato un calo del Pil nel secondo trimestre, i dati Pmi indicano che è possibile una contrazione nel terzo trimestre». Il capo degli economisti di Markit, Williamson, aggiunge che «la crisi è ancora guidata dal settore manifatturiero, nonostante questo mese la contrazione abbia rallentato leggermente. Anche il settore dei servizi non sembra uscito dalla crisi vista l’accelerazione della riduzione delle attività. Il vero interesse arriva inevitabilmente dalle singole nazioni. Le speranze che la forza economica tedesca aiuterà la ripresa di tutta l’eurolandia sono deluse sia dal tasso di contrazione economica che ha accelerato, che dagli ulteriori segnali che mostrano il motore delle esportazioni in piena crisi. La Francia invece potrebbe dirigersi verso una stabilità, mentre le condizioni al di fuori delle due principali economie restano in generale deboli. Questo trend sta causando perdite di posti di lavoro in buona parte della regione, anche se la Germania fornisce notizie consolanti visto che è in contro tendenza e sta creando nuovi posti di lavoro». Secondo Williamson, «sul fronte dei prezzi i produttori industriali stanno ancora beneficiando di una caduta dei prezzi d’acquisto. Allo stesso tempo un’ulteriore applicazione di sconti sia nel manifatturiero che nel terziario suggerisce come le pressioni inflazionistiche rimarranno almeno invariate nei prossimi mesi».