Pogba, la Procura antidoping chiede quattro anni di squalifica

Redazione
07/12/2023

Era risultato positivo a un controllo effettuato al termine di Udinese-Juventus del 20 agosto. A inizio ottobre le controanalisi avevano confermato l'assunzione di deidroepiandrosterone, il cosiddetto "ormone della giovinezza". Nessun patteggiamento, al contrario di quanto si era vociferato.

Pogba, la Procura antidoping chiede quattro anni di squalifica

La Procura antidoping ha chiesto quattro anni di squalifica per Paul Pogba, risultato positivo a un controllo effettuato al termine di Udinese-Juventus del 20 agosto, match della prima giornata del campionato di Serie A, in cui tra l’altro non era nemmeno sceso in campo. Pogba era stato poi sospeso il 12 settembre, una volta arrivati i risultati del test.

Pogba, la Procura antidoping chiede quattro anni di squalifica. Nessun patteggiamento, al contrario di quanto si era vociferato.
Paul Pogba, tornato alla Juventus nel 2022 (Getty Images).

Il deidroepiandrosterone assunto attraverso un integratore acquistato negli Usa

Le controanalisi effettuate il 5 ottobre avevano confermato la positività ma non al testosterone, come era circolato inizialmente, bensì al deidroepiandrosterone (Dhea). Noto anche come “ormone della giovinezza”, viene prodotto dalle ghiandole surrenali e si tratta dell’ormone steroideo maggiormente presente nel corpo umano. Proibito dall’Agenzia Mondiale Antidoping da una decina di anni, è più potente del testosterone e viene usato in molti prodotti contro l’invecchiamento e per il miglioramento della forza muscolare. Ma non sempre è indicato nelle etichette. Pogba, è emerso dopo la positività, ha assunto il Dhea attraverso un integratore acquistato negli Stati Uniti su consiglio di un dottore statunitense di fiducia, senza consultare la Juventus.

Pogba, la Procura antidoping chiede quattro anni di squalifica. Nessun patteggiamento, al contrario di quanto si era vociferato.
Paul Pogba, centrocampista della Juventus (Getty Images).

Nessun patteggiamento: Pogba andrà a processo davanti al Tribunale nazionale antidoping

Nei giorni scorsi Tuttosport aveva scritto dell’intenzione di Pogba e del suo team di avvocati di scegliere la via del patteggiamento, che riduce automaticamente del 50 per cento la sanzione. Ma solo dopo un’ulteriore mediazione con il procuratore antidoping Piefilippo Laviani, che avrebbe permesso di ottenere una squalifica di massimo 18 mesi, puntando sul fatto che l’assunzione di deidroepiandrosterone non fosse intenzionale.  Nessun patteggiamento invece, al contrario di quanto si era vociferato nelle scorse settimane: Pogba andrà a processo davanti al tribunale nazionale antidoping. «Stiamo preparando un appello. Da avvocato sono la prima persona a dire che se qualcosa deve essere discusso a livello legale, deve stare lì», aveva dichiarato la sua agente Rafaela Pimenta.