Cosa significa pogrom e perché viene usato per descrivere gli attacchi di Hamas in Israele

Rosarianna Romano
12/10/2023

Sono stati così definiti da un generale dell'Idf: «Potete vederlo da soli, è qualcosa che non ho mai visto nella mia vita. È qualcosa che potevamo immaginare fosse successo ai nostri nonni e nonne». Ma cosa significa questo termine e perché si sta diffondendo?

Cosa significa pogrom e perché viene usato per descrivere gli attacchi di Hamas in Israele

Quando militari dello Stato ebraico e i reporter sono entrati nel kibbutz di Kfar Aza, a due chilometri dalla Striscia di Gaza, hanno trovato intere famiglie uccise da Hamas, compresi alcuni bambini. «Non è una guerra, non è un campo di battaglia. È un massacro, è un’attività terroristica», ha commentato un generale dell’Idf ripreso da La Presse. «Potete vederlo da soli, è qualcosa che non ho mai visto nella mia vita. È qualcosa che potevamo immaginare fosse successo ai nostri nonni e nonne nei pogrom in Europa e in altri posti. È qualcosa che non accade nella nei giorni nostri».

Cosa significa il termine pogrom

Dal significato che del termine riporta l’enciclopedia dell’olocausto, pogrom è un termine russo che significa «demolire o distruggere con atti violenti». La connotazione storica del termine si riferisce infatti alle violente aggressioni contro gli ebrei da parte delle popolazioni locali, avvenute nell’Impero Russo e in altre parti del mondo. Probabilmente il primo di questi attacchi a essere chiamato pogrom sia stato il tumulto scoppiato contro gli Ebrei ad Odessa nel 1821. Successivamente, il termine è diventato di uso comune con i numerosi disordini anti-ebraici che scossero l’Ucraina a la Russia meridionale tra il 1881 e il 1884, a seguito dell’assassinio dello zar Alessandro II. In Germania e nell’Europa dell’est, durante il periodo dell’Olocausto, così come già durante l’epoca zarista, al tradizionale risentimento verso gli Ebrei dovuto all’antisemitismo religioso, si aggiunsero ragioni economiche, sociali e politiche che vennero usate come pretesto per i pogrom.

I pogrom durante il nazismo

Dopo l’ascesa al potere del partito nazista in Germania, nel 1933, la violenza estemporanaea nei confronti degli ebrei veniva tollerata, e persino incoraggiata. In particolare, ciò avvenne nel momento in cui i leader nazisti calcolarono che la violenza avrebbe preparato i tedeschi alle aspre misure antisemite, sia legali che amministrative. Per esempio, la campagna di violenze orchestrata a livello nazionale tra il 9 e il 10 novembre 1938 e conosciuta come la Notte dei Cristalli (Kristallnacht), rappresentò il momento culminante di un lungo periodo di aggressioni sporadiche attuate nei confronti degli Ebrei. Questa violenza di strada era cominciata con i tumulti di Vienna, dopo l’annessione dell’Austria alla Germania (Anschluss), avvenuta nel marzo 1938.