La polemica tra la mamma di Giulio Regeni e Roberto Vecchioni

La polemica tra la mamma di Giulio Regeni e Roberto Vecchioni

Alla famiglia del ricercatore torturato e ucciso in Egitto non è andata giù la dedica del cantautore milanese. «Non abbiamo bisogno di canzoni, ma di condivisione e collaborazione».

09 Maggio 2019 16.37

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Continuano le turbolenze al Salone del libro di Torino. Nel giorno dell'apertura è il turno della famiglia Regeni e di Roberto Vecchioni. «Non abbiamo bisogno di canzoni su Giulio, come quella scritta da un noto cantautore settantenne o di scoop giornalistici come quello recente fatto da una giornalista che rendendo noto un nome ci ha creato un grave danno, ma di condivisione e collaborazione. Chi sa, chi vuole dire qualcosa sulla morte di nostro figlio, prima parli con la sua famiglia e con il nostro legale. Così ci potete aiutare; in caso contrario è meglio il nulla, grazie. Ci siamo già noi». Il duro affondo contro l'artista milanese è arrivato da Paola Regeni, madre del giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto, incontrando al Salone i giovani all'Arena Bookstock.

L'OMAGGIO AI GIOVANI CERCATORI DI VERITÀ

«Non servono articoli di stampa mordi e fuggi, taglia e incolla spettacoli o canzoni, ma azioni e gesti che aiutino davvero la verità», ha aggiunto la donna. Insieme al marito Claudio, Paola ha parlato coi giovani ricordando il figlio e la battaglia per accertare i fatti: «Giulio era uno di voi, curioso, affamato di vita e di verità. Come ora lo siamo noi che non smetteremo mai di ricercare la verità sulla morte di nostro figlio». Intervenendo nello spazio dedicato all'editoria giovanlie la mamma del ricercatore ha aggiungo: «Siamo qui non solo per Giulio, a cui noi come genitori abbiamo sempre dato una grande fiducia, ma per i tanti Giulio con la stessa voglia di conoscenza che sono stati torturati e uccisi nel mondo. Come insegnante vi dico di studiare e viaggiare per sapere come sono le cose del mondo – anche se alla fine non potreste trovare il lavoro che giustamente vi aspettate, perché oggi è davvero dura, e anche se non vi posso nascondere che lo studio ha portato Giulio alla morte…».

I LIBRI DI GIULIO DA TOPOLINO A SIDDHARTA

Nel corso dell'intervento Paola Regeni ha mostrato anche alcuni libri letti e amati dal figlio da Topolino a Siddharta, di Herman Hesse, passando per Il Dio delle piccole cose di Arundhati Roy, La scomparsa dell'Italia industriale di Luciano Gallino e Lettere luterane di Pierpaolo Pasolini. «Volevo farvi una sorpresa», ha aggiunto Paola Regeni, «così sono andata a sbirciare nella libreria di Giulio, cosa che ho fatto tante volte, per tirare fuori alcuni dei suoi libri preferiti. Ho portato anche Topolino, perché Giulio a 5 anni ne era ghiotto». «Ricordo», ha continuato, «che un giorno la maestra di 5/a elementare mi chiamò per dirmi che il 'ragazzino sapeva molte cose', e chiedermi su cosa si stava formando. Dovetti dirle che divorava Topolino». «Tra gli altri libri amati da Giulio Regeni anche Martin Muma di Eligio Zanini, sulle problematiche di confine e identità nelle zone del Friuli e dell'Istria, e un libro su Doris Lessing "che Giulio amava in modo particolare e per il cui Nobel fu felicissimo».

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