Scontro fra Salvini e gli Alpini sulla maglietta delle Penne nere

Scontro fra Salvini e gli Alpini sulla maglietta delle Penne nere

23 Agosto 2018 18.20
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Giù le mani dalla maglietta degli alpini: è polemica tra le Penne nere e il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il presidente della sezione milanese Luigi Boffi nei giorni scorsi, ha scritto ai colleghi di Bergamo e al presidente nazionale per esprimere la sua «indignazione» dovuta al fatto che il vicepremier ha indossato in alcune uscite pubbliche la maglietta degli Alpini ornata dai simboli dell'Adunata del Centenario, che gli era stata regalata dalla ditta Schiavi, che ha in concessione il marchio.

LA RABBIA DELLA SEZIONE MILANESE

Anche nella sua ultima diretta Facebook da Pinzolo, il ministro indossava ha indossato la polo blu, con il tricolore sul colletto. «Orgogliosamente indossando la maglia degli alpini che avranno la loro adunata nazionale prossima a Milano», Salvini si è toccato sul petto mostrando i simboli appuntati sulla maglietta, pensata per celebrare il centenario dell'Associazione, nata a Milano, dove verrà festeggiata nel maggio 2019. Già prima di questo aperto elogio del ministro, Boffi, in una lettera condivisa su Facebook da vari gruppi di alpini e riportata da alcune testate locali, il 20 agosto scorso aveva scritto ai colleghi per sapere «chi ha autorizzato la Signora Schiavi a dare una maglia personalizzata al Signor Salvini. Non bisognava intanto regalarla in una festa di partito esattamente il 7 agosto scorso. Solo un imbecille non avrebbe capito l'uso che ne avrebbe fatto l'onorevole: due apparizioni televisive; ma quel che è peggio, si è presentato presso l'Opera Cardinal Ferrari (onlus milanese visitata lunedì dal ministro) con la polo messa in bella mostra, mettendo così in difficoltà il Comune di Milano, presente, che mi ha posto serie considerazioni circa la correttezza istituzionale».

BOFFI: «ALPINI ASSOCIAZIONE NON PARTITICA»

«Ne va», ha scritto Boffi, «della nostra credibilità, della nostra autonomia, della nostra serietà. Una volta per tutte diciamolo forte: non siamo noi Associazione Nazionale Alpini a seguire la Lega, ma caso mai Salvini che furbescamente cavalca il sentire sincero e senza altri falsi scopi di noi Alpini». L'Associazione Nazionale Alpini è intervenuta nella vicenda, con un secco comunicato: «A seguito delle recenti vicende relative all'utilizzo di nostri marchi e simboli da parte di persone esterne all'Associazione Nazionale Alpini e che a volte rivestono ruoli istituzionali, politici o comunque pubblici, l'ANA ribadisce e riafferma quanto è indicato all'art. 2 del nostro Statuto, ossia che l'Associazione è apartitica. Si afferma pertanto che ogni eventuale accostamento dei nostri simboli a situazioni politiche, personaggi politici o altro non è assolutamente promosso né voluto dall'ANA».

BONIARDI (LEGA): «BOFFI SI DIMETTA»

Dalla Lega ha risposto il deputato Fabio Boniardi, chiedendo la rimozione di Boffi da guida della sezione milanese delle penne nere: «Un presidente che non conosce le basi dello statuto dell'ANA che ha tra i suoi scopi», ha spiegato il leghista, «proprio quello di 'dovere verso la Patria' e che ignora che la stessa ANA faccia parte del sistema nazionale di Protezione Civile, che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con Salvini Vice Presidente, non può ricoprire il suo ruolo». Gli alpini ancora ricordano quando, nel 2009, fu Umberto Bossi, con il cappello alpino a Domegge di Cadore, protagonista di un siparietto con l'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Una gag che non piacque alle Penne nere, che hanno nel cappello il loro simbolo.

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