Lo scontro tra Salvini e la stampa cattolica dopo il comizio di Milano

Lo scontro tra Salvini e la stampa cattolica dopo il comizio di Milano

Duro affondo del direttore della Civiltà Cattolica sull'uso del rosario. Famiglia Cristiana: «È sovranismo feticista». E Parolin: «Non si invoca Dio per se stessi»

19 Maggio 2019 12.22

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«Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio». È stato questo il duro affondo contro il ministro Salvini da parte di padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica, attraverso un post su Facebook. Parole seguite a stretto giro da quelle pronunciate dal cardinale Pietro Parolin, che pur senza fare nomi, ha ammonito duramente Salvini. «Io credo che la politica partitica divida», ha detto, «Dio invece è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso».

L'APPELLO DI SALVINI AI SANTI PER LE EUROPEE

Il 18 maggio, durante il comizio elettorale in piazza Duomo a Milano, il ministro dell'Interno si era mostrato con un rosario invocando i santi per il successo elettorale del 26 maggio: «Ci affidiamo alle donne e agli uomini di buona volontà, ai sei patroni d'Europa, Benedetto da Norcia, Brigida di Svezia, Caterina da Siena, Cirillo e Metodio, Teresa Benedetta della Croce: affidiamo a loro il nostro destino, il nostro futuro e i nostri popoli», aveva detto chiudendo il suo intervento. «E io personalmente affido la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che sono sicuro che ci porterà alla vittoria». Un appello che non è andato giù a molti.

SPADARO: «NON NOMINARE IL NOME DI DIO IN VANO»

In un secondo post il direttore della rivista dei Gesuiti ha ricordato di «non nominare il nome di Dio invano» per «i propri scopi». «La coscienza critica e il discernimento», ha sottolineato, «dovrebbe aiutare a capire che non è un comizio politico il luogo per fare litanie (e in nome di valori che col Vangelo di Gesù nulla hanno a che fare). Ciascuno può valutare le intenzioni e farsi la propria opinione. Tuttavia», ha aggiunto, «è chiaro che l'identitarismo nazionalista e sovranista ha bisogno di fondarsi anche sulla religione per imporsi. Ha trovato questa carta della strumentalizzazione religiosa (in Italia come altrove nel mondo, sia chiaro: non siamo originali in questo!) come adatta e la usa. La coscienza cristiana, a mio avviso, dovrebbe sussultare con sdegno e umiliazione nel vedersi così mercanteggiata e blandita. Si facciano i propri discorsi, ma davanti a Dio bisogna togliersi i sandali».

FAMIGLIA CRISTIANA: «DA SALVINI SOVRANISMO FETICISTA»

Dura anche la presa di posizione di Famiglia Cristiana. «Il rosario brandito da Salvini e i fischi della folla a papa Francesco, ecco il sovranismo feticista» è il titolo dell'editoriale sulla manifestazione di Milano dove – si legge – «è andato in scena l'ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica nel nostro Paese dei diritti umani. Mentre il capopolo della Lega esibiva il Vangelo un'altra nave carica di vite umane veniva respinta e le Nazioni Unite ci condannavano per il decreto sicurezza».

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