Le polemiche sulla decisione di Malagò di non realizzare la pista da bob a Cortina

Redazione
16/10/2023

Il governatore Luca Zaia chiederà altre discipline da disputare in Veneto. Il Movimento 5 stelle lo critica: «Ha perso lui». Avs, Europa Verde e Pd attaccano il governo che ha «sottovalutato la questione», ma esultano per la scelta del presidente del Coni.

Le polemiche sulla decisione di Malagò di non realizzare la pista da bob a Cortina

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha annunciato nella mattinata del 16 ottobre che a Cortina D’Ampezzo non verrà costruita alcuna nuova pista per disputare le gare di bob, slittino e skeleton durante le Olimpiadi invernali del 2026. Si punterà, quindi, su impianti esteri. Una scelta che è stata applaudita dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha dichiarato: «Credo che, con rispetto di Cortina e del mio collega sindaco, sia una decisione giusta trovare un’altra alternativa alla pista di bob. Se fosse Saint Moritz a noi andrebbe molto bene perché farebbe risparmiare». A criticare Malagò, invece, è stato il presidente di Confindustria Veneto, Enrico Carraro: ««Non ci meritiamo di essere visti come quelli che non sono in grado di raggiungere l’obiettivo nel contesto internazionale. Non se lo merita il Veneto e non se lo merita l’Italia».

Zaia deluso: «Chiederemo di avere qualche altra disciplina»

Tra i più delusi c’è il presidente del Veneto, Luca Zaia. Il governatore del Veneto ha dichiarato che chiederà altre discipline da disputare nella sua Regione agli organizzatori dei Giochi olimpici: «A Cortina si terranno le Olimpiadi e se non ci sarà più il bob, a questo punto su dovremo ragionare su quante discipline delle Olimpiadi invernali 2026 si faranno a Cortina. Non è tutto mummificato. Vedo che c’è chi esulta perché il bob non c’è più. Vorrà dire che faranno un sacrificio e ci daranno qualche disciplina olimpica che oggi hanno».

Le polemiche sulla decisione di Malagò di non realizzare la pista da bob a Cortina
Luca Zaia, presidente della Regione Veneto (Imagoeconomica).

Avs ed Europa Verde: «La pista uno spreco di denaro pubblico»

Dai partiti d’opposizione sono arrivate molte critiche a Zaia e al governo. Tra i primi a commentare la notizia, attaccando il ministro Matteo Salvini, ci sono stati la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, e il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli: «Salvini ha continuato a sostenere, con la sua consueta leggerezza, che si dovesse costruire la pista proprio a Cortina: se ne dovrà fare una ragione, fosse per lui cementificherebbe l’ultimo cm quadrato verde rimasto libero. La pista sarebbe stata uno spreco di denaro pubblico ad altissimo impatti ambientale».

I 5 stelle contro Zaia: «Ha perso lui»

A criticare direttamente Zaia, invece, sono stati il deputato Enrico Cappelletti e la senatrice Barbara Guidolin, in quota Movimento 5 stelle: «Alla fine sono prevalsi il buon senso, la tutela dell’ambiente e la volontà di non buttare ingenti risorse pubbliche dalla finestra. Ha vinto la società civile che è riuscita a far sentire forte la propria voce, hanno vinto le tante associazioni che si sono opposte al progetto, hanno vinto i gruppi di opposizione come il M5s che su questo progetto avevano sollevato una sfilza di perplessità, inanellate non da ultimo nella conferenza stampa tenuta al Senato, solo qualche giorno fa. Ha perso Zaia e chi, come lui, ha dimostrato di non possedere un grande interesse sull’utilizzo, senza sprechi, di fondi pubblici: non a caso la regione Veneto ospita Pedemontana, una superstrada che da sola ha registrato oltre 10 miliardi di sovra costi, ben difficili da giustificare».

Le polemiche sulla decisione di Malagò di non realizzare la pista da bob a Cortina
Barbara Guidolin, senatrice del Movimento 5 stelle (Imagoeconomica).

Andrea Martella del Pd: «Governo ha sottovalutato la situazione»

E contro il governo si è schierato anche Andrea Martella, segretario regionale del Pd del Veneto: «Hanno colpevolmente sottovalutato la complessità della situazione. Le difficoltà relative alla pista da bob, infatti, erano assolutamente note ed è molto grave che il Governo abbia informato il Coni solo due giorni fa e, soprattutto, che non lo abbia ancora fatto pubblicamente e nelle sedi istituzionali opportune».