Le polemiche per lo spot Esselunga con una famiglia separata

Redazione
26/09/2023

Nella pubblicità si vede una bambina triste che prova a far riappacificare i genitori divorziati tramite una pesca comprata al supermercato. E il messaggio finisce sotto accusa per aver strumentalizzato i sentimenti della piccola e anche per una critica tra le righe alle famiglie non tradizionali.

Le polemiche per lo spot Esselunga con una famiglia separata

Il nuovo spot dei supermercati Esselunga sta facendo parecchio discutere. La protagonista è una bambina con i genitori separati che, mentre fa la spesa con la mamma, chiede di poter comprare un pesca che, successivamente, regala al papà dicendogli che quel pensiero è da parte della mamma. Il claim della pubblicità è “Non c’è una spesa che non sia importante”, ma come sempre avviene quando si toccano temi delicati come quello della famiglia, qualcuno ha storto il naso.

Le accuse: strumentalizzate le emozioni di una bambina?

Lo spot di Esselunga divide, con un parte dei commentatori che accusa la catena di supermercati di aver strumentalizzato le emozioni di una bambina che soffre perché i suoi genitori sono separati e un’altra fazione che, invece, sembra aver apprezzato lo sforzo di provare a raccontare una storia diversa da quella delle solite famiglie felici che fanno la spesa insieme.

La critica tra le righe alle famiglie non tradizionali

Le fazioni in precedenza indicate possono essere ben raccontate da due dei commenti più popolari su X riferiti allo spot Esselunga. Decisamente favorevole al taglio scelto dalla catena dei supermercati è un utente che scrive: «Chi si indigna forse non è mai stata una bambina di 5 anni che soffre per la separazione dei genitori e pensa come fare, ingenuamente, per farli riappacificare. È di una dolcezza incredibile. Non è contro nessuno. La prospettiva è quella di una bambina. Tutto qua». Di contro, invece, c’è chi attribuisce alla scelta di Esselunga un chiaro intento di critica verso le famiglie non tradizionali: «Esselunga», scrive un altro utente su X, «ma tra i vostri pubblicitari avete Adinolfi, Pillon o quali altri psicologi e terapeuti familiari?».