Le ragioni della sconfitta di Diritto e giustizia in Polonia

Lorenzo Berardi
18/10/2023

Le urne hanno sancito la fine dell'era Kaczynski. Il suo PiS, primo partito, dopo otto anni al potere è rimasto totalmente isolato. A trainare la vittoria delle opposizioni unite e di Donald Tusk sono stati il voto femminile contro la politica oscurantista sull'aborto e i referendum dal sapore orbaniano. L'analisi.

Le ragioni della sconfitta di Diritto e giustizia in Polonia

Jaroslaw Kaczynski resta un uomo solo, ma ora non è più al comando de facto della Polonia. Il segretario ed eminenza grigia di Diritto e giustizia (PiS) ha perso il potere dopo otto anni ininterrotti, prima con il governo Szydlo e poi con quello Morawiecki. Alle Politiche del 15 ottobre PiS ha mantenuto la maggioranza delle preferenze, ma è stato sconfitto dalla crescita combinata delle forze d’opposizione liberale e europeista.

Le opposizioni sono riuscite a trovare intese pre-elettorali

Coalizione Civica, Terza via e Sinistra sono riuscite laddove Diritto e giustizia ha fallito: a trovare intese. L’1 ottobre, le tre coalizioni d’opposizione avevano sfilato unite per le vie di Varsavia, con l’ex premier Donald Tusk a garantire dal palco di voler governare assieme, superando ogni divergenza. Diritto e giustizia, invece, è rimasto isolato e per questo il 35,4 per cento dei voti ottenuti non gli basta per formare un esecutivo. Persino l’estrema destra di Confederazione ha ribadito di non voler stringere accordi con PiS, mentre il partito agrario Psl si è presentato all’interno di Terza via, attirando elettori cattolici che hanno preferito il programma europeista della coalizione d’opposizione alla ricetta sovranista di Kaczynski.

Le ragioni della sconfitta di Diritto e giustizia in Polonia
Il leader di Coalizione civica Donald Tusk (Getty Images).

L’affluenza record e il traino del voto femminile 

A rivelarsi decisivo è stato inoltre il ritrovato interesse dei polacchi per la politica e la spinta per un cambiamento di rotta. Nel 2015, quando PiS salì al potere, votò appena il 50,9 per cento degli aventi diritto. Quest’anno l’affluenza alle urne ha raggiunto il 74,4 per cento, segnando un nuovo record nella Polonia post 1989 con donne e under 30 ad affollare le sezioni elettorali. A spingere il voto femminile sono state la legislazione oscurantista sull’aborto voluta da PiS e il fatto che le generose politiche di welfare varate dal governo uscente si rivolgano solo alle famiglie tradizionali e non a madri single o separate.

Le ragioni della sconfitta di Diritto e giustizia in Polonia
La fila per il voto in un seggio di Varsavia (Getty Images).

Il boomerang dei referendum dal sapore orbaniano

Un ulteriore autogol per Kaczynski si è rivelato l’inserimento in questo voto di un referendum su immigrazione, pensioni ed economia. Dopo otto anni nei quali il partito ha riformato a proprio piacimento giustizia e istruzione, innescando uno scontro con l’Ue sullo stato di diritto, molti elettori hanno colto inquietanti spettri orbaniani nel modo in cui i quattro quesiti referendari erano posti. E così, nonostante l’elevata affluenze alle urne, il quorum non è  stato raggiunto, assestando un duro colpo alla credibilità dell’ormai ex partito di governo. A tradire PiS e il proprio leader sono stati soprattutto l’eccesso di sicurezza nelle proprie forze, ritenendo superfluo creare alleanze per restare al potere. Un errore di valutazione determinato dal fatto di essersi costruiti attorno una bolla di consenso amplificata dal controllo quasi assoluto dei media e che ha permesso alle opposizioni di ricompattarsi. Salvo scossoni presidenziali o impasse parlamentari, tocca ora a Donald Tusk il difficile ma stimolante compito di creare un governo non più monocromatico.