Polstrada senza soldi

Gabriella Colarusso
22/08/2012

Indennità non pagate da novembre 2010. Viminale in silenzio.

Polstrada senza soldi

Centinaia di migliaia di euro spariti dalle tasche dei poliziotti che ogni giorno, anche in questo bollente e trafficato agosto, presidiano le nostre strade garantendo la sicurezza dei cittadini in viaggio.
Da novembre 2010, infatti, lo Stato non paga alla Polizia stradale l’indennità che spetta agli agenti per il servizio di vigilanza svolto sulle arterie viarie del Paese.
DAL VIMINALE PROMESSE MANCATE. «Soldi che non si sa che fine abbiano fatto», denuncia a Lettera43.it Francesco Saverio Picardi, segretario del sindacato Polizia nuova forza indipendente. «A giugno Castrese de Rosa del dipartimento sicurezza pubblica del Viminale ci aveva assicurato che sarebbero stati pagati almeno gli ultimi due mesi del 2010, e che avrebbero trovato le risorse per saldare tutto il debito, ma a oggi i nostri uomini non hanno avuto un euro e continuano a lavorare con pochi mezzi e mille difficoltà».
LE SOCIETÀ PAGANO L’INDENNITÀ. L’indennità viene pagata ogni mese dalle società autostradali al ministero dell’Economia, che trasferisce poi i soldi al Viminale.
«Il ministero dell’Interno li dà alle prefetture e queste dovrebbero girarle ai poliziotti», spiega Picardi, «ma da due anni è tutto fermo. Il Viminale dice che questi fondi non li ha mai ricevuti dal ministero dell’Economia».
Il ministero dell’Interno non ha fornito a Lettera43.it cifre ufficiali sull’ammontare del debito, ma il calcolo è presto fatto.
MANCANO 40 MILIONI DI EURO. Gli operatori della stradale, in tutta Italia, sono poco meno di «12 mila. In un mese, si fanno 24 turni circa. Per ognuno, ogni giorno, dovrebbero essere corrisposti sette euro lordi, circa cinque netti, di indennità», dice il sindacalista, «se moltiplichiamo questa cifra per 22 mesi, da novembre 2010 a oggi, il periodo in cui non sono stati pagati, arriviamo a più di 3 mila euro per poliziotto».
Soldi che, spiega un altro agente della polizia stradale di Napoli Nord, «sembra siano stati dirottati su altro. Forse per i terremotati dell’Emilia: in quel periodo ci dissero che ci avrebbero pagati e poi non se n’è fatto più nulla. Ma non ci sono conferme».

L’ira degli agenti: lo Stato paghi i debiti

Ogni giorno sui circa 7 mila chilometri di rete autostradale e 450 mila chilometri di rete stradale primaria, vengono impiegate circa 1.500 pattuglie. Un lavoro di sorveglianza complesso, considerato che i veicoli in circolazione sono oltre 42 milioni, dato che fa dell’Italia il Paese europeo con il rapporto più alto tra veicoli e cittadini. Anche perché le merci circolano in gran parte su strada.
APPELLO A MONTI E CANCELLIERI. «Lo Stato combatte l’evasione fiscale per i soldi che gli sono dovuti, ma è esso stesso debitore perché non paga da circa due anni l’indennità autostradale agli agenti», s’inalbera Picardi. «Rivolgiamo un appello al premier Mario Monti e al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri perché rompano il silenzio e rispondano alle nostre richieste. Vogliamo che le indennità siano accreditate subito e direttamente sugli stipendi». Altrimenti, fanno sapere gli agenti, ci saranno proteste e mobilitazioni.
PESANO I TAGLI DELLE FINANZIARIE. Le condizioni in cui operano le forze di polizia, infatti, non solo gli agenti autostradali, si sono fatte sempre più difficili con i pesanti tagli decisi nelle ultime finanziarie.
«Hanno tagliato sulle missioni», spiega Picardi, «ora tagliano anche sulle assunzioni. Il concorso per allievi della polizia di Stato è stato bandito per 2.800 posti, ma con molta probabilità questo numero verrà ridotto e di sicuro il prossimo prevederà non più di 500 nuove assunzioni. Con i pensionamenti, la situazione è destinata a diventare insostenibile».